Cantine Ermes sbarca nelle Marche a produrre Verdicchio

Il colosso cooperativo siciliano chiude un accordo con la Fazi Battaglia: "Insieme rafforzeremo filiera e competitività della Doc"
Economia
di Veronique Angeletti

Le Cantine Ermes di Santa Ninfa in provincia di Trapani produrranno Verdicchio a Castelplanio. Dopo pochi mesi di trattative, hanno raggiunte un accordo con Fazi Battaglia, storica azienda del gruppo Angelini Wines & Estates dal 1953. Un’operazione che unisce capacità cooperativa e piattaforma industriale e andrà a rafforzare la massa critica e la tenuta competitiva della denominazione.

Alberto Lusini

L’intesa ha un’impostazione prettamente industriale. Fazi Battaglia mette a disposizione parte della propria infrastruttura produttiva nelle Marche per consentire a Ermes di avviare la lavorazione del Verdicchio sul territorio. «Questo – spiega l’ad Alberto Lusini di Fazi Battaglia consentirà di introdurre nelle Marche una cooperativa di grandi dimensioni, capace di organizzare volumi, rapporti di conferimento e aiutare a valorizzazione la Doc».

Rosario di Maria

Questo perché Cantine Ermes arriva nelle Marche con un profilo già consolidato nel panorama vitivinicolo nazionale: un fatturato di 142,7 milioni di euro e oltre 18 milioni di bottigle. Spiega il presidente Rosario di Maria: «Riuniamo quasi 3.000 produttori e gestiamo oltre 16.500 ettari vitati tra Sicilia, Puglia, Abruzzo, Emilia‑Romagna, Veneto e Lombardia (Oltrepò Pavese). Obbediamo ad un preciso modello di sviluppo già collaudato su altri territori: radicamento progressivo, costruzione dei conferimenti, presidio della fase di trasformazione e sviluppo di una base produttiva stabile».

Salvatore Li Petri

Entra nel merito il responsabile dello sviluppo aziendale di Cantine Ermes sca, Salvatore Li Petri: «Nelle Marche il progetto parte dalla prossima vendemmia e prevediamo una lavorazione iniziale compresa tra 15 e 20.000 quintali di uve Verdicchio rivolgendosi al mercato dello sfuso». Non è un ingresso costruito sul lancio immediato di etichette, ma su un disegno di struttura: attivare i volumi, dare continuità alla lavorazione, consolidare i rapporti con i produttori e posizionare la materia prima dentro una filiera organizzata che mette al centro la capacità di raccolta, trasformazione e valorizzazione del prodotto.

Per Angelini Wines & Estates, l’operazione non modifica l’identità di Fazi Battaglia, che mantiene profilo, marchio e autonomia produttiva.

Angelini Wines & Estates con la cantina Fazi Battaglia dispone di 120 ettari di vigneti e di 700 ettari di seminativo in fase di riorganizzazione e mira a valorizzare il Verdicchio con il rilancio dell’identità del marchio. Di fatto, ha brevettato una nuova bottiglia-anfora per ottenere una maggiore riconoscibilità internazionale con uno stile più contemporaneo.

«Mettiamo a sistema – spiega l’ad Alberto Lusinicompetenze su export, branding e sostenibilità ma senza omologare le singole aziende del nostro gruppo». Angelini Wines & Estates riunisce oggi sette tenute – Fazi Battaglia a Castelplanio, Bertani in Veneto, Val di Suga, Tenuta Trerose e San Leonino in Toscana, Puiatti in Friuli-Venezia Giulia e Arnaldo Caprai in Umbria – per un totale di 1.700 ettari e una produzione complessiiva di 5 milioni di bottiglie l’anno.

Con l’operazione Ermes, si dota nella doc Verdicchio di un partner a cui indirizzare parte della sua produzione senza sovrapporsi al suo brand.La collaborazione con Ermes si colloca invece sul terreno dello sviluppo della filiera e dell’efficienza territoriale. «Per noi – sottolinea Lusini – l’ingresso di questa grande cooperativa introduce un soggetto in grado di incidere sulla qualità dei conferimenti, sulla trasparenza nei rapporti con i viticoltori e sulla remunerazione delle uve, in un comparto dove la solidità dell’organizzazione conta quanto il posizionamento commerciale».

Sul piano tecnico, il progetto con Ermes si fonda sugli strumenti tipici di una filiera cooperativa strutturata: contratti di conferimento, parametri qualitativi definiti, tracciabilità, programmazione dei flussi.

L’impatto dell’operazione riguarda direttamente gli equilibri economici del Verdicchio. L’arrivo di un operatore cooperativo di questa dimensione rafforza la capacità di assorbimento dei volumi, amplia le opzioni per i conferitori e introduce una dinamica più strutturata nella formazione del valore della materia prima. Per la denominazione significa aggiungere organizzazione a una produzione che negli ultimi anni ha cercato maggiore forza di filiera e maggiore continuità industriale.

Il progetto definisce anche un passaggio di scala per il territorio. Da un lato c’è la piattaforma produttiva di una realtà storica come Fazi Battaglia, oggi inserita in un gruppo che investe anche nell’ospitalità e nell’enoturismo di fascia alta; dall’altro c’è la capacità aggregativa di Ermes, che porta in dote dimensione, metodo e capacità di dialogare con la rete di produttori. Il risultato è un’operazione che rafforza il profilo industriale del Verdicchio e inserisce le Marche in una strategia di sviluppo cooperativo che sottolineano i vertici di Ermes «già sperimentata con successo in altre aree vitivinicole italiane».

Per il mercato il segnale è netto: nel Verdicchio cresce il peso dell’organizzazione di filiera. Volumi, qualità della materia prima, efficienza produttiva e stabilità dei rapporti con i viticoltori tornano al centro. In questa cornice, l’asse tra Ermes e Fazi Battaglia si intreccia con l’operazione Uve Unite-Moncaro Vitis ed insieme vanno a rafforzare la più importante ed emblematica doc delle Marche.

 

Tags: fazi battaglia, in evidenza, Verdicchio, vino

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