Con i terreni impraticabili ecco il drone per la concimazione

Sempre più aziende anche nelle Marche si avvalgono di questo strumento anche per distribuire biostimolanti e, forse presto, anche agrofarmaci
Attualità
di Alberto Maria Alessandrini

Le continue e copiose precipitazione, che da oltre un mese si stanno abbattendo su tutte le Marche, stanno creando non poche difficoltà alle ordinarie pratiche agronomiche. Terreni estremamente bagnati e campi impraticabili rendono impossibile l’accesso in campo con i tradizionali mezzi agricoli costringendo concimazioni ritardate i cui effetti si potrebbero riflettere sui futuri raccolti.

Difficoltà tecniche alle quali vuole fornire una soluzione la Hortus Service di Corridonia, realtà attiva dal 2012 nella precision farming e nell’assistenza tecnica per le aziende agricole, che da un paio di anni ha anche attivato anche un servizio droni specificatamente implementati per questo settore.

Il serbatoio del drone caricato con il prodotto

L’utilizzo dei droni in agricoltura è uno strumento destinato a prendere sempre più piede spiega Moreno Castagna, uno dei titolari della società  non solo per le concimazioni, ma anche per la diffusione di biostimolanti, corroboranti e, compatibilmente con le nuove normative in corso di approvazione, agrofarmaci. Attualmente possiamo contare su un parco mezzi di tre droni, tutti dotati di tecnologia RTK, in grado di garantire efficienza e precisione nell’esecuzione dei lavori. Nello specifico, per la distribuzione dei concimi, questi sono provvisti di serbatoi capaci di distribuire da 50 a 100 kg di materiale, così da ridurre al minimo i pit-stop tecnici.”

Drone in volo su un campo di orticole

Proprio in questa fase l’utilizzo di droni per le operazioni di fertilizzazione dei terreni sta rappresentando un servizio particolarmente richiesto alla Hortus Service: “Ormai sono un paio di anni che svolgiamo questa attività per molte aziende agricole e le richieste continuano a salire. Certamente la stagione incredibilmente piovosa sta spingendo molti a valutare anche queste soluzioni ritenute alternative e facciamo difficoltà ad assecondare tutte le richieste”  aggiunge Castagna che ricorda anche come tale lavoro sia il frutto di una ricerca costante: “Attualmente sul mercato non sono reperibili droni già implementati per questo tipo di attività , conseguentemente ci siamo dovuti ingegnare e, una volta acquistato il corpo macchina, tutto ciò che riguarda applicazioni, strumenti di gestione e distribuzione, software è il frutto del nostro lavoro di ricerca e sviluppo. Le prime prove le abbiamo fatte all’interno della nostra azienda agricola e poi, una volta consolidata l’esperienza, abbiamo iniziato a fornire tale servizio”

Il monitor collegato da terra al drone

Oggi con tale tipologia di mezzi è possibile sia effettuare concimazioni più “tradizionali” con una distribuzione aerea uniforme su tutto il campo sia interventi più specifici, a rateo variabile basandosi sulle mappe di rendimento dei terreni.

Oltre all’uso per il concime con i droni, inoltre, è in fase di sviluppo anche la possibilità di distribuire agrofarmaci, a tal proposito Moreno Castagna precisa: “La tecnologia per poter intervenire in campo anche per i trattamenti fitosanitari già ci sarebbe ma la normativa è oggetto di modifica proprio in questi mesi. Nella seconda metà dell’anno dovremmo partire con la fase di sperimentazione in collaborazione con il Ministero, un percorso ancora abbastanza lungo che richiederà almeno un paio d’anni prima di una completa e libera applicazione”.

Tags: concimazioni, drone, droni, in evidenza

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