Contratto di lavoro a tempo determinato? In agricoltura è la norma

Una sentenza che mette al riparo le imprese agricole da pretese non dovute, certificando come il settore primario viva di stagionalità
Attualità
di Alberto Maria Alessandrini

In un settore come l’agricoltura, dove il ritmo è dettato dalle stagioni e dal meteo, il contratto di lavoro a tempo determinato non è un’eccezione, ma la norma. Lo ha ribadito con chiarezza una recente sentenza n. 174/2025 del Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, che ha respinto le pretese di un operaio agricolo, confermando la specialità della disciplina del lavoro in questo ambito. Una decisione che non solo chiarisce le regole del gioco per imprese e lavoratori, ma sottolinea come l’agricoltura richieda flessibilità per sopravvivere in un mercato competitivo e incerto.

La vicenda nasce da un ricorso presentato da un lavoratore assunto con due contratti a tempo determinato presso un’azienda agricola toscana. L’operaio, qualificato come “bracciante agricolo” secondo il CCNL per operai agricoli e florovivaisti, sosteneva di aver svolto mansioni diverse: guidava il mezzo aziendale per trasportare se stesso e i colleghi sui campi, assimilando il suo ruolo a quello di un autista professionista. Da qui, la richiesta di dichiarare illegittimi i contratti a termine, convertirli in un rapporto a tempo indeterminato e riconoscere un presunto licenziamento orale.

Tesi, però, puntualmente smontate da una sentenza destinata a creare un precedente importante in materia. Principio chiave: il lavoro agricolo non segue le regole ordinarie del lavoro subordinato. Come ricorda il giudice, fin dalla Legge n. 230/1962, passando per il D.Lgs. n. 368/2001 e arrivando all’attuale art. 29 del D.Lgs. n. 81/2015 (il Jobs Act), gli operai agricoli a tempo determinato sono esclusi dalla disciplina generale sui contratti a termine. Nemmeno il c.d. “Decreto Dignità” del 2018 ha cambiato le carte in tavola: le limitazioni su causali, durata e rinnovi valgono solo per impiegati, quadri e dirigenti agricoli.

Perché questa deroga? La risposta sta nella natura stessa dell’agricoltura. “La stagionalità delle lavorazioni, condizionata da agenti atmosferici, cicli biologici e mercati, rende la temporaneità presunta e strutturale”, spiega la sentenza. In pratica, nel settore agricolo il contratto a tempo determinato è la regola, non l’eccezione – un’inversione rispetto al principio generale che privilegia il tempo indeterminato.

Le conseguenze pratiche sono significative:

  •  nessun obbligo di causali scritte: non serve giustificare il termine con motivi specifici;
  • nessun limite ai rinnovi: i contratti possono essere reiterati senza restrizioni;
  • nessun intervallo obbligatorio: si può riassumere lo stesso lavoratore immediatamente, senza pause forzate;
  • nessuna conversione automatica: la reiterazione non implica automaticamente un rapporto stabile.

Questi elementi, supportati anche dall’orientamento costante della Corte di Cassazione, rendono l’agricoltura un vero e proprio mondo a parte, dove la flessibilità è essenziale per gestire picchi di attività come potature, raccolte o preparazioni del terreno.

La sentenza, inoltre, valorizza anche il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per operai agricoli e florovivaisti, che adatta le regole alle realtà locali anche in base alle coltivazioni, alle tipicità ed alle stagionalità di uno specifico territorio.

Questa pronuncia arriva in un momento cruciale per le imprese agricole delle Marche, regione dove l’agricoltura rappresenta un pilastro economico, con produzioni d’eccellenza come vino, olio e cereali. Qui, come in Toscana dove la sentenza è stata emessa, le aziende devono navigare tra cicli produttivi imprevedibili e una manodopera spesso stagionale. La sentenza, quindi, conferma che la reiterazione dei contratti a termine non è abuso, purché rifletta l’andamento reale dell’attività: un messaggio di equilibrio che tutela i lavoratori senza soffocare la sostenibilità delle imprese.

Per gli imprenditori marchigiani, questo significa poter organizzare il lavoro con maggiore serenità, evitando rischi di contenziosi infondati.

 

Tags: bracciante agricolo, contratto di lavoro, in evidenza

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