Un nuovo decreto ministeriale (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 32 del 9 febbraio 2026) definisce i criteri per la qualifica di “giovane agricoltore” ai fini dei pagamenti diretti della PAC 2023-2027. La novità più rilevante rispetto al precedente decreto riguarda proprio il requisito di competenza professionale, finora uno dei principali ostacoli per molti aspiranti under 41 che non possedevano titoli di studio elevati o percorsi formativi specifici.
Per essere riconosciuto “giovane agricoltore” (e quindi accedere al sostegno complementare al reddito per i giovani e alla riserva nazionale per l’assegnazione dei diritti all’aiuto) non sarà più necessario un diploma di scuola secondaria superiore o un corso di formazione particolarmente impegnativo. Basterà soddisfare uno dei seguenti percorsi alternativi:
· Diploma di scuola secondaria di primo grado + corso di formazione di almeno 150 ore (con esame finale) su tematiche agroalimentari, ambientali o sociali, da concludersi entro il 30 settembre dell’anno di prima domanda;
· Esperienza lavorativa agricola di almeno tre anni, documentata da almeno 104 giornate annue di iscrizione previdenziale agricola;
· Partecipazione con esito positivo a interventi di cooperazione per il ricambio generazionale (ad esempio i progetti dei GAL o delle regioni che prevedono formazione e accompagnamento all’insediamento).

Restano invariati tutti gli altri requisiti strutturali: età (non aver compiuto 41 anni nel primo anno di domanda), primo insediamento come capo-azienda entro i cinque anni precedenti, controllo effettivo dell’impresa (individuale o societaria) e mantenimento dello stato “attivo” dell’azienda.
Tutti i requisiti specifici del giovane agricoltore dovranno essere posseduti e documentati entro il 30 settembre dell’anno di presentazione della domanda. La mancanza anche di uno solo di essi rende la domanda inammissibile, senza possibilità di sanatoria successiva.
Queste modifiche arrivano dopo l’approvazione da parte della Commissione Europea (novembre 2025) di aggiornamenti al Piano Strategico Nazionale PAC e rispondono all’esigenza di rendere più inclusivo l’accesso ai sostegni per i giovani che scelgono l’agricoltura, spesso dopo percorsi scolastici diversi o con esperienza maturata “sul campo”.
Per le aziende agricole – soprattutto quelle familiari delle Marche e del Centro Italia, dove il ricambio generazionale è spesso rallentato da vincoli burocratici e formativi – si tratta di una boccata d’ossigeno. Molti giovani con esperienza pratica in azienda o corsi regionali di formazione potranno ora qualificarsi senza dover necessariamente frequentare percorsi lunghi e costosi. Il decreto, inoltre, entra in vigore a partire dalle domande PAC 2026 e la qualifica di giovane agricoltore potrà essere utilizzata una sola volta, come in precedenza.









