Finalmente! Le Marche accelerano sulla gestione del lupo

Su iniziativa dell'assessore regionale alla caccia Giacomo Bugaro al via il nuovo Piano di controllo e monitoraggio, oltre a risarcimenti in caso di danni
Attualità
di Alberto Maria Alessandrini

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto che recepisce la decisione del Parlamento Europeo, il lupo (Canis lupus) esce dal regime di protezione rigorosa e rientra nell’ambito dell’articolo 19 della legge 157/1992 sulla fauna selvatica.

Un passaggio normativo epocale, sul quale per anni si è battuto il mondo agricolo, che trasferisce alle Regioni la competenza diretta nella predisposizione e attuazione di piani di gestione e controllo, aprendo una fase decisamente più aderente alle specificità territoriali.

L’assessore Giacomo Bugaro

Lo ha sottolineato con chiarezza l’assessore regionale alla Caccia, Giacomo Bugaro, che commentando il provvedimento statale ha ribadito: “Il declassamento segna un passaggio importante: cambia l’impostazione della gestione e si apre una nuova fase, più aderente ai territori e fondata sull’equilibrio tra tutela della fauna selvatica e sicurezza delle comunità”.

Il decreto ministeriale, però , al momento fissa il contingente massimo nazionale di prelievi per l’anno in corso a solo 160 esemplari, di cui 8 attribuiti alle Marche. Una quota estremamente prudenziale, calcolata per mantenere uno stato di conservazione favorevole della popolazione che, nella realtà, rischia di essere assolutamente sottostimata.

Quella della presenza sempre più invasiva di lupo nei centri abitati è infatti un problema sempre più sentito che desta allarme e preoccupazione nella cittadinanza.

“Queste situazioni vanno affrontate con serietà, supporto scientifico e senza allarmismi, ma anche senza sottovalutazioni”, ha precisato l’assessore Bugaro.

A tal proposito, alla luce del nuovo quadro normativo, la Giunta regionale avvierà immediatamente la redazione di un Piano di gestione del lupo marchigiano. Le prime azioni previste saranno il monitoraggio aggiornato della presenza e della distribuzione della specie sul territorio regionale e la definizione, condivisa con ISPRA e Ministero dell’Ambiente, delle procedure di intervento su esemplari problematici o potenzialmente pericolosi.

Un lupo tra le vie di città

Tra le novità più attese c’è, poi, l’aggiornamento della legge regionale n. 7/1995 sui risarcimenti danni da fauna: verranno finalmente inclusi anche i danni provocati da incidenti stradali con il lupo, finora esclusi. “È una lacuna che va colmata al più presto” ha dichiarato Bugaro che ha poi aggiunto: “Il lupo è una specie straordinaria e di grande valore naturalistico. La sua presenza deve essere compatibile con il territorio e circoscritta alle aree a vocazione naturale. I centri abitati non possono diventare il suo habitat. Oggi, grazie al cambiamento normativo, possiamo governare il fenomeno in modo equilibrato e responsabile”.

Misure con le quali la Regione Marche intende coniugare la tutela di una specie iconica del nostro Appennino con la necessità di garantire sicurezza e continuità economica alle aziende agricole e zootecniche, da anni confrontate con predazioni e danni crescenti. Il percorso avviato vorrebbe puntare ad una gestione attiva, trasparente e partecipata, che tenga conto delle esigenze di tutti gli attori coinvolti: agricoltori, cittadini, enti locali e mondo ambientalista.

Restano dei dubbi circa la reale efficacia di un tavolo di confronto dove siedono non solo esperti del settore e rappresentati del mondo agricolo (che quotidianamente subiscono le difficoltà della convivenza con certi animali), ma anche soggetti (le associazioni animaliste) mossi più da emotività ed ideologia che da reali conoscenze della materia.

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