Grano duro, non c’è luce in fondo al tunnel

All'incontro di Loreto messe in luce le criticità del settore, tra prezzi bassi e fallimento della Cun. Unica strada: rafforzare l'interprofessione
Economia
di Alberto Maria Alessandrini

È stato un incontro molto partecipato quello organizzato a Loreto dalla Compag dal titolo: Il grano duro nelle Marche.

Operatori del settore, stoccatori, agricoltori e tecnici si sono infatti riuniti presso la Sala Macchi, all’interno del Palazzo Apostolico, per discutere di quella che è senza dubbio la principale coltura regionale, in un frangente storico in cui le difficoltà non sono di certo poche. I prezzi oltremodo bassi, assolutamente insufficienti per coprire i costi di produzione, l’insuccesso della Cun e le prospettive per l’imminente campagna sono state la questione principalmente affrontate.

Fabio Manara

A moderare l’incontro il direttore di Compag Edoardo Musarò, molti gli ospiti illustri fra i quali il presidente nazionale dell’organizzazione Fabio Manara che ha evidenziato come il già debole strumento della Cun sia nato sulla base di una forte contraddizione: l’assenza dei rappresentanti degli stoccatori di cereali al suo interno. “La battaglia di Compag in ogni sede è proprio per evidenziare come non si possano escludere, dalla commissione che dovrebbe determinare il prezzo dei cereali, coloro i quali materialmente li conservano e li stoccano. L’assenza di un attore fondamentale della filiera è un vulnus da sanare”.

Il tavolo dei relatori

Oltre alle tante fragilità della Cun, oggetto degli interventi di molti, a tenere banco è stata anche la questione delle scorte. Queste, infatti, come ha ricordato Enrico Polverigiani, OP La Marca Grains, sono ancora abbastanza sostenute e la buona stagione che sta attraversando il Canada suggerisce che nell’immediato non vi saranno certamente problemi significativi di approvvigionamento. Una notizia buona per i consumatori, ma non certamente incoraggiante per gli agricoltori che sperano in un innalzamento dei prezzi. “Prevediamo un periodo di indiscussa difficoltà per il settore cerealicolo, almeno sul piano dei prezzi. Proprio per questo motivo è fondamentale mettere in sicurezza le aziende, partendo anche dalle prossime pianificazioni culturali. In un momento di sovrabbondanza di prodotto, e prezzi eccezionalmente bassi, una attenta valutazione delle semine può fare la differenza in prospettiva. Magari evitando quei terreni tradizionalmente meno redditizi e produttivi, lasciandoli a riposo.”

Altra questione cardine è il ruolo della filiera e del consumatore nella determinazione del valore. Un meccanismo dove è sempre più necessario un investimento anche in termini di marketing e comunicazione. “Complice anche la GDO si è ormai affermata una errata convinzione che la pasta debba costare sempre meno, quando nella realtà pochi centesimi di aumento per il consumatore si tradurrebbero in una vera boccata di ossigeno per chi produce e coltiva” ha ricordato Marco Giorgio Silvestrini della OP Italia Cereali che ha aggiunto: Gli agricoltori sono in difficoltà , gli stoccatori ed i mulini pure mentre i grandi gruppi di vendita al dettaglio continuano ad aumentare vendite e fatturati. È evidente come la filiera del valore sia sbilanciata ormai solo a favore di chi vende il prodotto finito.”

Filippo Schiavone

Sulla questione prezzi è intervenuto poi anche Filippo Schiavone, membro di Giunta di Confagricoltura, che ha sottolineato come l’andamento di questi, in un prodotto come il grano, è condizionato da fattori e dinamiche internazionali tali che difficilmente possono essere contrastati a livello locale. “Quello cerealicolo è un settore strategico che non potrà scomparire in Italia (oltre 1300.000 ettari dedicati) ma è ormai indispensabile rafforzare i rapporti interprofessionali lungo tutta la filiera. Per tale ragione conferire il grano alle Organizzazioni di prodotto o alle Cooperative di agricoltori, in grado di fare massa critica e gestire in modo adeguato gli equilibri tra domanda e offerta, appare l’unica soluzione concreta per i cerealicoltori. Solo mettendo in campo vere politiche di sistema per la categoria si potrà valorizzare in modo adeguato.”

Una situazione che si prospetta complessa, che richiederà sacrifici ad un settore già in difficoltà, nella quale il grande assente, per l’ennesima volta, è una politica agricola totalmente incapace di governare la situazione.

Tags: Grano, in evidenza, prezzi grano

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