Antonio Trionfi Honorati (nella foto) – tra i più importanti allevatori di bovini e di bufale nelle Marche, alla guida dell’omonima azienda agricola di Jesi e presidente di Confagricoltura Ancona – non usa giri di parole per esprimere le forti perplessità per l’impatto sul comparto agricolo dell’accordo UE-Mercosur, dopo il primo “sì” a maggioranza arrivato dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Stati membri. Il Mercosur, come noto, è l’organizzazione economica sudamericana il cui accordo con l’Unione Europea mira a creare una vasta area di libero scambio, coinvolgendo oltre 700 milioni di consumatori: «Finché non saranno date delle risposte sulla reciprocità delle regole e sulle tutele – sostiene – l’accordo va frenato. La Commissione deve dimostrare come intende superare il problema dei metodi di produzione e degli standard qualitativi negli accordi bilaterali».
Per illustrare i gravi problemi che l’intesa porterà agli allevatori cita il caso delle carni rossi nelle Marche. Le filiere marchigiane dei prodotti a base di carne e delle carni fresche rappresentano complessivamente il 20% dei 121 milioni prodotti l’anno scorso.

«Negli anni ’90 – ricorda – in Argentina e in Brasile abbiamo esportato in grandi quantità seme della Marchigiana. Con questo accordo ci ritroveremo a dover competere con la razza di cui siamo la culla genetica, ma che alleviamo con costi del tutto diversi, su cui non solo non abbiamo investito, ma che nemmeno le istituzioni ci hanno aiutato a valorizzare. Il tutto è stato lasciato alle iniziative di poche aziende che lo fanno con difficoltà». A differenza di regioni come la Campania, la Basilicata o il Sud America, appunto.
«Un declino iniziato almeno 30 anni fa – incalza Trionfi Honorati – su cui ha lanciato l‘allarme il direttore di Confagricoltura Macerata Luca Pompozzi chiedendo alla Regione Marche un urgente cambiamento di rotta». Riconosce che è una razza complicata: le rese sono basse, cresce a rilento, ma ha una robustezza e una qualità della carne pari alla Chianina. «Pregi che proprio i paesi del Mercosur hanno riconosciuto e si presentano, nonostante il trasporto, con prezzi competitivi avendo costi molto diversi».









