Un vero e proprio anfiteatro naturale in fiore. Si presenta così in questi giorni l’iconico impianto di pesche piatte dell’azienda agricola Eleuteri, incastonato tra le colline di Monte Urano, nel cuore delle Marche.
La campagna 2026 si apre con un dato evidente: la fioritura è in anticipo di 7-10 giorni rispetto alle tempistiche ordinarie. “Sono già in piena fioritura le varietà che matureranno a giugno e luglio, sono in fase di bottone rosa quelle di agosto. Restano ancora chiuse le tardive, ma circa il 70% della superficie dell’anfiteatro è già in fase avanzata”, spiega Marco Eleuteri, titolare dell’azienda con sede a Civitanova Marche.
Si tratta di un anticipo favorito dalla grande disponibilità idrica e da un soddisfacimento delle ore di freddo superiore di circa il 15% rispetto allo scorso anno, fattori che stanno determinando anche una fioritura particolarmente abbondante. Uno scenario che conferma un trend ormai strutturale: “Ogni anno si anticipa qualcosa in termini di tempo. Le nuove varietà sono state selezionate con un minor fabbisogno di freddo proprio per adattarsi a inverni sempre più miti, e questo si vede chiaramente sul campo”.

Accanto al dato agronomico, emerge con forza la strategia di sviluppo aziendale. Eleuteri continua a investire sull’innovazione varietale. Proprio in questi giorni sono stati messi a dimora ulteriori 7 ettari nell’anfiteatro, portando la superficie complessiva dell’anfiteatro a 46 ettari con l’ampliamento dell’offerta di nettarine piatte a polpa gialla e le prime piantagioni di percoche piatte, con l’obiettivo di costruire un calendario produttivo sempre più completo e competitivo.
Si tratta di circa nove mila alberi, che portano le coltivazioni dell’azienda agricola Eleuteri ad avere nelle Marche oltre 100 ettari, considerando gli appezzamenti nella provincia limitrofa di Macerata.
“Segniamo tutto e facciamo valutazioni prospettiche su 15 anni per capire come evolverci”, sottolinea Eleuteri, evidenziando un approccio imprenditoriale orientato alla pianificazione di lungo periodo e all’adattamento climatico. L’attenzione ora si concentra sulle condizioni meteo e sulle possibili criticità fitosanitarie. Le recenti piogge, se da un lato hanno favorito lo sviluppo vegetativo, dall’altro impongono massima vigilanza contro la monilia. Nei prossimi giorni sono attese temperature in aumento e maggiore soleggiamento, con un’ulteriore accelerazione delle fasi fenologiche.
Il nodo principale resta quello delle gelate tardive. “Dal 15-20 marzo avremo frutticini quasi ovunque e entreremo in una fase estremamente sensibile. Le ventole antibrina sono già pronte: siamo organizzati per intervenire se necessario”.









