C’è un interesse in costante crescita per la III gamma dei prodotti agricoli. Lo conferma Covalm – la cooperativa dei coltivatori ortofrutticoli Valli delle Marche – con i suoi surgelati commercializzati attraverso il braccio operatico della Orto Verde. Il sodalizio, nato nel 2004, rappresenta 830 soci, di cui 700 marchigiani, e coltiva 4.900 ettari nelle Marche sui 5.500 complessivi. Ed è l’esempio di una filiera corta integrata e controllata in tutte le sue fasi, dalla semina al raccolto, dalla lavorazione alla trasformazione, dal confezionamento alla distribuzione con sede produttive a Rotella e a Senigallia.

«Effettivamente – conferma la presidente Francesca Colonnelli – riceviamo richieste sempre maggiori di verdure surgelate da parte dei più noti brand, soprattutto per piselli, spinaci e fagiolini, ma anche dalla Gdo, molto interessata ai nostri minestroni che propongono con private label». A fare la differenza, sottolinea Colonnelli, sono la forte connotazione territoriale di ogni prodotto, le pratiche agronomiche sostenibili, il sapore, la freschezza e la qualità garantite dalla rapidità del processo: dalla raccolta alla surgelazione non trascorrono più di 90 minuti.
Sull’onda di queste nuove domande, Covalm punto all’innovazione di prodotto. Ha messo sul mercato referenze innovative, oggi richieste negli Stati Uniti, come il cavolfiore surgelato in formato “riso” e gli spaghetti di zucchine. «Attualmente – aggiunge – è allo studio un nuovo prodotto, un mix di ortaggi pronti da cucinare che si chiamerà “Conditelle”».
La crescita delle richieste di verdure spinge l’orticoltura marchigiana a chiedere da parte della Regione Marche più spazio nelle programmazioni regionali. «L’orticoltura – spiega Francesca Colonnelli – nel caso della Covalm, ma vale per le altre cooperative, genera valore aggiunto lungo l’intera filiera, dal campo alla trasformazione, garantisce occupazione stabile e qualificata nelle aree rurali ed interne e promuove in maniera decisiva l’immagine genuina, autentica del made in Marche».
Dunque, l’auspicio è una maggiore attenzione attraverso misure dedicate agli investimenti in campo e in strutture di lavorazione e trasformazione, sostegno all’innovazione di prodotto e di processo, in chiave di sostenibilità e competitività; ma anche azioni di promozione e comunicazione che valorizzino l’orticoltura come elemento distintivo e di vanto delle Marche; oltre a strumenti mirati per favorire l’aggregazione dei produttori e il rafforzamento delle filiere organizzate.









