“Pacchetto Vino”, ecco le novità per i produttori

Introdotte specifiche misure per dare più competitività al mercato e contrastare la crisi conseguente al calo dei consumi
Economia

Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo al cosiddetto “Pacchetto Vino”, formalizzato con l’adozione del Regolamento (UE) 2026/471. Una riforma che vuole presentarsi non come un semplice intervento emergenziale, ma come strategia di lungo termine volta a rafforzare la competitività e la resilienza di un comparto che oggi deve fare i conti con mutamenti climatici, tensioni geopolitiche e nuove abitudini di consumo.

Per rispondere alla crescente domanda di prodotti a bassa gradazione, il Regolamento introduce una terminologia armonizzata per i vini dealcolati:

· “Zero alcol”: per prodotti con titolo alcolometrico non superiore allo 0,5% vol..

· “0,0%”: per prodotti che non superano lo 0,05% vol..

· “A tenore alcolico ridotto”: se l’alcol è ridotto di almeno il 30% rispetto alla categoria di appartenenza.

Tutte le etichette dovranno riportare chiaramente la dicitura “ottenuto mediante dealcolazione” ed i prodotti etichettati prima del 19 settembre 2027 potranno essere commercializzati fino a esaurimento scorte.

Il Regolamento potenzia, poi, gli strumenti per fronteggiare eventi meteo estremi e fitopatie, ormai considerati rischi strutturali che si verificano con sempre maggiore frequenza. Gli Stati membri, inoltre, in caso di forza maggiore possono prorogare la validità delle autorizzazioni all’impianto senza applicare sanzioni.

Viene introdotta come nuova misura strutturale finanziabile dalla PAC anche l’estirpazione che diviene uno strumento “permanente”. Pratica necessaria sempre più spesso per fronteggiare sovrapproduzioni e crolli dei prezzi. L’aiuto UE, poi, potrà coprire fino al 70% dei costi e della perdita di reddito, con la possibilità di un ulteriore 30% garantito da fondi nazionali.

In caso di crisi il Regolamento introduce anche, per gli Stati, la possibilità di attivare pagamenti per la distillazione del vino, la vendemmia verde volontaria e l’estirpazione in casi di crisi giustificata, entro un limite del 25% delle risorse annuali disponibili.

Un focus specifico è riservato anche all’ enoturismo ed alla promozione internazionale. Una competitività del mercato che passa per la valorizzazione del territorio e l’export. Gli investimenti per strutture e strumenti di commercializzazione legati all’enoturismo sono ora espressamente ammessi proprio al fine di incentivare il turismo enologico con l’obiettivo di legare indissolubilmente il prodotto al suo territorio d’origine.

La riforma nasce, dunque, da esigenze interne ben evidenti elaborate dal lavoro dell’High Level Group on Wine Policy, incaricato di analizzare il calo dei consumi interni (ai minimi da trent’anni) e le nuove dinamiche di mercato. Con questo pacchetto di norme, l’Unione Europea punta a offrire ai viticoltori gli strumenti necessari per innovare l’offerta e stabilizzare il reddito in un contesto globale sempre più incerto

Tags: cantina, dealcolato, in evidenza, vino

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