È un passaggio formale ma fondamentale quello assunto nella recente seduta del Consiglio comunale di Senigallia in tema di tutela del territorio e messa in sicurezza dal rischio idrogeologico. Con un voto favorevole unanime, l’aula ha infatti approvato la delibera di recepimento urbanistico della variante al PRG (Piano Regolatore Generale), necessaria a dare il via libera definitivo alle nuove aree di laminazione del bacino del Misa.
L’atto recepisce formalmente le linee del Decreto Commissariale, sbloccando l’iter per un maxi-piano di interventi da circa 100 milioni di euro che punta a mettere in sicurezza l’intera vallata, duramente colpita dalle alluvioni degli scorsi anni.

I progetti di fattibilità tecnico-economica prevedono un vero e proprio sistema coordinato di “casse di espansione” (o vasche di laminazione) dislocate nei punti strategici del bacino fluviale. I cinque interventi principali, pensati per accogliere le piene d’acqua e sottrarre pressione al centro abitato, comprendono:
· Area Megà / Confluenze (Senigallia)
· Bettolelle Bis (Senigallia) – ad ampliamento del primo stralcio già parzialmente attivo
· Marazzana (Senigallia)
· Borgo Catena (Senigallia)
· Area Zipa (Ostra)
L’obiettivo ingegneristico complessivo è ambizioso: arrivare a stoccare e gestire oltre un milione di metri cubi d’acqua durante gli eventi meteorologici estremi, riducendo drasticamente il rischio di esondazione a valle.
Se l’unanimità politica testimonia la priorità assoluta data alla sicurezza dei cittadini, la discussione ha inevitabilmente acceso i riflettori sulle ricadute per il comparto agricolo. Le vasche di laminazione, per loro natura, occupano ampie porzioni di terreno pianeggiante e fertile lungo le sponde del Misa.
Le preoccupazioni principali del mondo agricolo e delle associazioni di categoria si concentrano, ora, su alcuni aspetti principali: la perdita di produttività e danni alle colture in caso di attivazione delle vasche, i vincoli urbanistici che le aree di laminazione introducono (inedificabilità e limitazioni d’uso delle strutture agricole) ed il sistema degli indennizzi.
Proprio su quest’ultimo punto resta aperto il dibattito circa la rapidità e sull’adeguatezza dei risarcimenti da erogare agli agricoltori coinvolti.
La sfida per le amministrazioni locali e per la struttura commissariale sarà ora quella di coniugare i tempi stretti dei cantieri con un dialogo costante con gli imprenditori agricoli, garantendo che la difesa della città non si traduca nell’abbandono economico della sua vallata.









