Dalle proteste degli agricoltori alle aule del Consiglio regionale. La vicenda dei pesanti aumenti delle tariffe irrigue applicati dal Consorzio di Bonifica nella Val Musone, sollevata nei giorni scorsi da Marche Agricole, arriva ora all’attenzione della Giunta regionale grazie all’interrogazione presentata dal consigliere regionale Giacomo Rossi, vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, da sempre particolarmente attento alle inefficienze del “sistema bonifica”.

L’atto ispettivo nasce dopo le numerose segnalazioni provenienti dalle aziende agricole del comprensorio del Musone, alle quali sono state recapitate le notifiche di pagamento relative alla campagna irrigua 2026. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, che riprende quanto già analizzato proprio da Marche Agricole, per gli agricoltori professionali la quota fissa passa da 33 a 75 euro per ettaro, con un incremento superiore al 120%, mentre il costo dell’acqua utilizzata sale da 0,06 a 0,08 euro al metro cubo, pari a oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno.
Una situazione che sta accendendo il dibattito, non solo nel mondo agricolo, e ha rapidamente alimentato il malcontento tra gli operatori già alle prese con una fase economica particolarmente delicata per l’aumento dei costi di produzione e la riduzione della redditività delle colture. Scontento accentuato ancor di più dal fatto che a decidere gli aumenti siano stati gli stessi rappresentanti degli agricoltori, o per lo meno di una organizzazione ben precisa.

Nell’interrogazione, depositata il 23 luglio, Rossi ricorda come gli aumenti sarebbero stati deliberati nei mesi precedenti, ma comunicati agli utenti soltanto nelle ultime settimane, quando gli impianti irrigui erano già pienamente operativi. Per questo motivo il consigliere chiede alla Giunta regionale se fosse a conoscenza dell’incremento tariffario deciso dal Consorzio di Bonifica e se intenda intervenire per scongiurare o ridimensionare gli aumenti applicati agli agricoltori.
Proprio su quest’ultimo passaggio, ora, si concentra l’attenzione. Quale è il ruolo della Giunta, e del presidente, in questa operazione? Vi erano state preventive interlocuzioni od il Consorzio ha applicato una scelta di tale portata senza nessuna interlocuzione preliminare?
L’interrogazione di Rossi rappresenta quindi il primo passaggio istituzionale di una vicenda destinata a far discutere ancora. Gli imprenditori agricoli della Val Musone attendono le risposte della Giunta regionale e, soprattutto, di capire se esistano margini per una revisione delle tariffe o per l’individuazione di soluzioni che consentano di alleggerire il peso economico sui consorziati.
Una risposta che sarà determinante non solo per le aziende della Val Musone, ma anche per comprendere se ancora esista quel rapporto di fiducia tra il mondo agricolo e le istituzioni regionali. Con la speranza che quell’attenzione sempre promessa, da parte della politica, al settore sia ancora rivolta agli interessi di tutti gli agricoltori marchigiani e non, semplicemente, alle utilità di qualche organizzazione (o dei suoi vertici)









