Trattori “veloci”: scatta la revisione, permangono i dubbi

Con il mese di febbraio prende il via la regolarizzazione dei mezzi immatricolati tra il 2017 e il 2022. Ma c'è il rischio di un intasamento, ecco perché
Attualità

A partire da questo mese, diventano operative le linee guida del decreto direttoriale 494/2025 (Mit) riguardanti i controlli tecnici per i trattori agricoli con velocità superiore ai 40 km/h, quelli utilizzati principalmente sulle strade pubbliche. Il provvedimento punta a regolarizzare i mezzi immatricolati tra il 2017 e il 2022, focalizzandosi su componenti critiche come freni, impianti di illuminazione e sistemi di scarico.

Il Ministero ha definito un cronoprogramma serrato per lo scaglionamento dei controlli:

  • 30 giugno 2026: termine ultimo per i trattori immatricolati nel triennio 2017-2019;
  • 31 dicembre 2026: scadenza per i mezzi immatricolati tra il 2020 e il 2022;
  • Gennaio 2027: avvio delle procedure per le restanti categorie di mezzi.

Secondo le stime di Federacma, la Federazione dei concessionari della macchine agricole, i mezzi coinvolti in questa prima fase sono circa 8.000. Nonostante rappresentino una nicchia del parco macchine totale, la loro gestione desta preoccupazione per due motivi principali:

  • Carenza di Centri Autorizzati: Il numero di officine attualmente attrezzate per revisionare mezzi agricoli ad alta velocità è considerato insufficiente per coprire la domanda entro i termini previsti;
  • Adeguamento Tecnologico: Le strutture devono ancora dotarsi di strumentazioni specifiche, come piastre prova freni e decelerometri certificati.

Resta aperta la questione della sostenibilità per le officine private. Molti operatori del settore valutano con cautela l’adesione al servizio: gli elevati investimenti necessari per l’acquisto dei macchinari potrebbero non essere bilanciati da un ritorno economico immediato, rischiando di creare un “collo di bottiglia” nelle operazioni di revisione.

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