Una ampia rappresentanza di delegati marchigiani ha preso parte alla tre giorni di Milano dove Confagricoltura ha stilato il Manifesto del settore primario da qui al 2050. Un evento molto partecipato, che ha portato nel capoluogo lombardo centinaia di imprenditori agricoli e delegati da tutta Italia, arricchito nella parte pubblica dai dialoghi con i principali stakeholder del mondo istituzionale ed economico, a partire dalla presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“In questi due giorni abbiamo scelto di compiere un esercizio non ordinario – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti – non ci siamo limitati a discutere le criticità del presente o a ragionare sulle emergenze quotidiane che il settore agricolo si trova ad affrontare. Abbiamo provato, invece, a fare qualcosa di più complesso e più ambizioso: costruire una visione di lungo periodo per l’agricoltura italiana ed europea”.
È emersa una riflessione molto netta: un settore strategico non può essere soffocato da frammentazione normativa, eccesso burocratico e instabilità regolatoria. “Servono governance più moderne, regole più armonizzate, maggiore capacità di coordinamento europeo e una pubblica amministrazione capace di accompagnare, e non rallentare, la competitività delle imprese agricole”.
Il settore primario italiano del 2050, e ovviamente con esso anche quello marchigiano, dovrà essere più competitivo, più tecnologico, più sostenibile, più attrattivo, più manageriale, più integrato nelle grandi strategie economiche e geopolitiche europee.
“La convinzione che attraversa tutto questo lavoro – ha aggiunto Giansanti – è che l’agricoltura non è più un settore marginale delle politiche europee. È una delle grandi questioni strategiche su cui si giocheranno sicurezza, competitività e stabilità dell’Europa nei prossimi decenni. Ed è per questo che Confagricoltura, insieme a Soft Power Club, avvia un Osservatorio su geopolitica e sicurezza alimentare, perché il settore primario deve diventare un elemento di trattativa a livello geopolitico, dando un reale contributo alla stabilità e all’economia del Paese”.









