Un Vinitaly positivo per le Marche: cresce l’interesse internazionale

A Verona si conferma il ruolo strategico del salone per le cantine regionali. Rafforzati i contatti commerciali e l’interesse verso bianchi e rosati
Economia
di Giorgia Clementi

Si chiude con un bilancio positivo la partecipazione delle Marche al 58° Vinitaly, con la conferma del ruolo centrale della manifestazione veronese per il sistema vitivinicolo regionale, che si presenta sempre più compatto sui mercati internazionali nonostante uno scenario ancora complesso tra incertezze geopolitiche, cambiamento dei consumi e nuove dinamiche commerciali.

La collettiva marchigiana ha portato a Verona 106 aziende, in rappresentanza di una filiera diffusa e radicata sul territorio, articolata su circa 14.000 imprese vitivinicole e oltre 18.000 ettari di vigneto. Un sistema che poggia su 20 Dop e 1 Igp e che conferma la leadership regionale nel biologico, con una quota che sfiora il 40% dei vigneti certificati, tra le più alte in Europa.

Nel Padiglione 7, cuore della presenza marchigiana, la “Terrazza Marche” ha ospitato oltre 210 etichette in degustazione libera, consolidandosi come spazio di racconto e promozione dell’identità enologica regionale. Un’offerta che ha attirato buyer e operatori da Europa, Stati Uniti, Canada, Giappone e America Latina, confermando la manifestazione come una piattaforma strategica per l’internazionalizzazione.

Export in crescita e sistema territoriale sempre più competitivo

Sul fronte economico, il comparto continua a rappresentare una leva importante per l’export regionale, che nel 2024 ha superato i 587 milioni di euro, con una crescita del 4%, sostenuto dalla domanda di vini legati a qualità, tracciabilità e sostenibilità.

Il Vinitaly si conferma un appuntamento fondamentale per le imprese marchigiane del vino, che anche quest’anno hanno ottenuto riscontri molto soddisfacenti” ha dichiarato il vicepresidente e assessore all’agricoltura Enrico Rossi. “Le Marche si presentano come sintesi di un modello che unisce identità territoriale, visione strategica e capacità di sistema. Il vino è sempre più un ambasciatore del nostro paesaggio e della nostra qualità”.

Rossi ha inoltre sottolineato il ruolo crescente del binomio tra agricoltura e turismo: “Agricoltura e turismo devono camminare insieme. L’enoturismo rappresenta una leva fondamentale per la crescita del territorio, insieme al potenziamento della rete ricettiva e infrastrutturale”.

Mercati internazionali e nuovi consumi:
cresce la domanda di bianchi e rosati

Michele Bernetti

Tra i protagonisti del confronto a Verona anche i consorzi vitivinicoli regionali, che registrano un generale miglioramento del sentiment rispetto alle ultime edizioni, pur in un contesto internazionale ancora instabile.

L’impatto complessivo è positivo, nonostante il contesto resti più critico rispetto al passato” ha affermato Michele Bernetti, presidente dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini. “Si percepisce però un atteggiamento più fiducioso da parte dei produttori. Cresce l’interesse degli operatori stranieri per vini bianchi e più leggeri, segnale coerente con l’evoluzione dei consumi”.

Bernetti ha evidenziato anche il progressivo adattamento del settore ai nuovi mercati e il rafforzamento di aree come Germania, Svizzera, Canada e Asia, oltre alla tenuta degli Stati Uniti come mercato strategico ma più complesso da presidiare. In questo scenario si conferma anche il ruolo crescente del biologico, ormai in fase di stabilizzazione dopo anni di forte espansione.

Consorzi e imprese: fiducia dai buyer internazionali

Simone Capecci

Sulla stessa linea il presidente del Consorzio Vini Piceni Simone Capecci, che ha confermato il buon esito della manifestazione per le aziende del territorio.

Il Vinitaly è andato meglio delle aspettative. Alla vigilia c’era fiducia ma anche incertezza, mentre la presenza di importatori da Europa, Stati Uniti, Giappone e America Latina ha rafforzato l’ottimismo tra le imprese”.

Già nelle precedenti dichiarazioni Capecci aveva evidenziato come il settore stia vivendo una fase di cambiamento strutturale nei consumi, con una flessione generalizzata ma anche una maggiore capacità di adattamento delle aziende, sempre più orientate a intercettare nuovi gusti senza perdere identità.

Promozione territoriale e enoturismo:
Vinitaly and the City approda ad Ancona

Accanto ai risultati commerciali, la Regione Marche rilancia anche la strategia di promozione integrata tra vino e territorio: durante il Vinitaly è stato infatti annunciato che “Vinitaly and the City” arriverà ad Ancona nel prossimo autunno, rafforzando il legame tra enologia, turismo ed eventi culturali in vista del percorso che porterà la città a essere Capitale italiana della cultura 2028.

Un’edizione che conferma dunque una traiettoria chiara: crescita della proiezione internazionale, consolidamento del biologico, adattamento ai nuovi stili di consumo e un sempre più forte intreccio tra vino, identità territoriale ed enoturismo come leva di sviluppo economico.

Il Vinitaly marchigiano in numeri

  • 106 aziende presenti al 58° Vinitaly nella collettiva regionale
  • Circa 14.000 imprese vitivinicole nelle Marche
  • Oltre 210 etichette in degustazione nella “Terrazza Marche”
  • Circa 1.000 mq di spazio espositivo regionale nel Padiglione 7
  • Oltre 18.000 ettari di vigneto
  • 20 Dop e 1 Igp nel sistema vitivinicolo regionale
  • Quasi 40% dei vigneti certificati biologici (tra i dati più alti in Italia)
  • Export vino Marche: oltre 587 milioni di euro (2024)
  • Crescita export: +4%
Tags: in evidenza, Vinitaly, vino

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