Vivaio Ciarrocchi devastato dalla grandine, danni per oltre 5 milioni

Nel più grande impianto florovivaistico della regione spazzate via le serre, distrutte le piante, demolito l'impianto fotovoltaico. A rischio la sorte di 40 dipendenti
Attualità

È stata una furia cieca e senza precedenti quella che si è abbattuta sulla regione Marche, lasciando dietro di sé una scia di devastazione che ha colpito al cuore il tessuto produttivo ed agricolo locale. Fra i tanti ad essere stati colpiti anche lo storico Vivaio Ciarrocchi, un’eccellenza del florovivaismo italiano fondata nel lontano 1915, che oggi si trova a fare i conti con un bilancio disastroso che ne mette a rischio la sopravvivenza stessa dopo un secolo di attività.

La grandinata che si è riversata sul territorio non ha avuto i connotati di un fenomeno meteorologico ordinario. I chicchi, di dimensioni impressionanti e scagliati con una violenza inaudita, hanno trafitto le strutture protettive come se fossero di carta. Presso la sede principale del vivaio – un polo di 120.000 metri quadrati adibito a produzione, vendita e distribuzione in tutta Europa – le reti antigrandine, pur regolarmente installate e all’avanguardia, hanno potuto fare ben poco per contenere l’impatto. Non si è trattato di un evento normale tanto che qualsiasi protezione sarebbe risultata del tutto inutile.

Le piante devastate

Ben 15.000 metri quadrati di serre in vetro sono state letteralmente polverizzate. La pioggia di cristalli infranti ha saturato l’interno delle campate, trasformando l’intera area in una zona ad alto rischio e determinandone l’immediata inagibilità totale per ragioni di sicurezza. Sorte analoga quella toccata agli impianti fotovoltaici. A questo drammatico scenario si aggiungono oltre 100.000 metri quadrati di ombrai completamente devastati, la cui struttura portante e le relative coperture risultano irreversibilmente compromesse. “Per portare a termine gli eventuali lavori di ripristino serviranno dai 6 ai 12 mesi, arco di tempo durante il quale sarà totalmente impossibile completare i normali cicli colturali” fanno sapere i titolari Enrico, Antonio e Pierfrancesco alla guida della storica azienda di famiglia

L’impianto fotovoltaico

Se i danni materiali alle strutture appaiono imponenti, però, è sul fronte agronomico che si consuma la tragedia più profonda per l’azienda sambenedettese. Le piante in coltura all’esterno sono da considerarsi totalmente perdute ed eliminate, in quanto non più vendibili. Stessa sorte per la maggior parte del materiale vegetale situato sotto gli ombrai, gravemente lesionato e non commerciabile.

“Il colpo fatale all’attività, oltre che alle strutture, è rappresentato dalla distruzione totale delle giovani piante. Nel settore florovivaistico, il materiale giovanile costituisce il vero e proprio motore industriale dei cicli pluriennali futuri. – Ricordano i Ciarrocchi che nella loro azienda occupano decine di dipendenti – Trattandosi di materiale selezionato che non si può semplicemente acquistare sul mercato, la sua perdita rappresenta il danno maggiore in assoluto: significa l’assenza totale di piante nei prossimi anni e l’impossibilità concreta di generare il fatturato necessario a sostenere l’attività e a pagare gli stipendi.”

Le primissime stime effettuate tracciano un quadro finanziario vertiginoso. Le perdite complessive superano i 5,5 milioni di euro, suddivisi tra ripristino infrastrutturale e mancato realizzo commerciale. A questo si aggiungono anche i risvolti occupazionali. L’azienda garantisce infatti la sussistenza a 35 dipendenti impiegati nella struttura principale di produzione e distribuzione europea, a cui si aggiungono i 4 dipendenti del Cash & Carry con serre, anch’esso fortemente danneggiato. In totale si tratta di quasi 40 stipendi erogati ogni mese ad altrettante famiglie del territorio.

 

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