Il grano duro si conferma una coltura redditizia per le Marche

Focus a Loreto tra gli esperti del settore: i nuovi scenari
Economia
di Alberto Maria Alessandrini

Una coltura centrale per il sistema primario nazionale che, nonostante le volatilità dei mercati, resta ancora trainante per l’imprenditoria agricola marchigiana. Quella del grano duro è forse la filiera più significativa per le Marche ed è proprio di questo si è parlato nel convegno organizzato da Compag –  Federazione Nazionale delle Rivendite Agrari – con la collaborazione di Confagricoltura, all’interno delle sale del Palazzo Apostolico di Loreto.

Dopo i saluti iniziali del padrone di casa mons Fabio Dal Cin, il vicedirettore Compag Edoardo Musaro’ ha introdotto le relazioni dei vari relatori. Interessante l’intervento del prof. Angelo Frascarelli, presidente Ismea, il quale ha sottolineato come in un settore estremamente volatile, dove sarebbe impossibile controllare variabili come il clima o l’andamento dei prezzi, l’unica cosa realmente nella disponibilità degli imprenditori resta coltivare in maniera appropriata. L’agricoltore deve concentrarsi più a coltivare bene che nel seguire ossessivamente l’andamento dei prezzi. Secondo Frascarelli il grando duro resta una coltura redditizia purché si abbia una prospettiva di lungo periodo e non ci si focalizzi solo sull’immediato.

A tal proposito il vice-presidente Compag Mauro Acciarri ha poi ricordato l’utilità dei contratti per garantire prezzi stabili e certi ed abbassare anche gli oneri finanziari per gli stessi stoccatori. Vi è una sempre maggiore difficoltà nel fare comprendere ai produttori come “giocare in Borsa” con il prezzo del grano sia un azzardo che sicuramente non paga nel medio/lungo termine. Sulla stessa linea Alessandro Alessandrini, presidente del Consorzio Agrario di Ancona, il quale ha confermato come gli agricoltori che vendono al prezzo medio riescono negli anni ad ottimizzare i guadagni con risultati nettamente migliori dei loro colleghi. Pratica questa da anni consigliata dalla struttura consortile, soprattutto alle imprese di maggiori dimensioni proprio per arginare la volatilità delle quotazioni.

Interessante anche il punto di vista della Barilla e del suo responsabile per il centro Italia Enrico Polverigiani. Questo ha infatti spiegato come il mercato italiano sia abituato ad acquistare pasta a prezzi storicamente contenuti. Buona parte degli aumenti degli ultimi due anni sono stati assorbiti nella catena di trasformazione e solo in parte riversati sui consumatori. Questo, se da un lato fa sì che la pasta resti un prodotto fruibile da tutti, non riesce sempre a garantire margini importanti per i vari attori della filiera produttiva. Da qui la necessità per il settore di esportare all’estero, dove si riesce a valorizzare maggiormente il prodotto finito.

Significativa, infine, anche la presenza del dell’assessore regionale all’agricoltura Andrea Maria Antonini che ha voluto ricordare l’attenzione che la regione ha per tali tematiche.

Tags: Frascarelli, Grano, in evidenza

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