Supera i 45 milioni il valore della produzione florovivaistica delle Marche. Il dato è inserito all’interno della classifica delle regioni italiane produttrici di fiore e piante, comunicato in occasione della presentazione della decima edizione di Myplant & Garden, il salone internazionale per i professionisti del florovivaismo, del garden, del paesaggio e del verde sportivo in Italia in programma nel mese di febbraio 2026 alla Fiera di Milano.
Detto che il valore della produzione nazionale supera i 3,2 miliardi, con un dominio della Toscana (oltre un miliardo, grazie quasi esclusivamente alle produzioni vivaistiche), seguita dalla Liguria (462 milioni), Sicilia (313 milioni) e Lombardia (286 milioni), la nostra regione, pur vantando numeri certamente minori, conferma un interessante trend di crescita.
In particolare, per quanto riguarda la produzione delle piante in vaso, nel 2024 le Marche hanno registrato un valore superiore ai 12 milioni, il 4% in più rispetto all’anno prima quando si erano fermate a 11,5 milioni. In crescita anche il comparto delle produzioni vivaistiche. In questo caso nella nostra regione il valore è stato pari a 33,6 milioni, pari al 5,7 in più sul 2023 quando era di 31,8 milioni.
C’è da dire che la crescita è stata uniforme un po’ in tutta Italia e che le Marche, nella classifica regionale, si pongono al 12° posto, ben lontana dai numeri presenti nella top ten.
Ad ogni modo si tratta di un segmento certamente con buone prospettive. La recente costituzione del Distretto florovivaistiche delle Marche con Grottammare e paesi limitrofi come cuore pulsante, potrà certamente offrire in futuro ulteriori margini di crescita, nella consapevolezza che unendo le forze e promuovendo insieme il prodotto marchigiano, a guadagnarci è l’intero distretto, sia sotto il profilo economico ed occupazionale, che sotto quello dell’immagine e della promozione del territorio. Il Distretto, come noto, vede l’adesione di circa 130 aziende che occupano un totale di 500 addetti. Il Distretto florovivaistico rientra nella categoria dei Distretti delle Piccole e Medie Imprese (P.M.I.) con l’obiettivo principale di riconoscere e sostenere sistemi produttivi locali omogenei, caratterizzati da una forte concentrazione di imprese e da un’organizzazione interna peculiare.