Ortoverde, ecco i sindacati: “Tutelare produzione e lavoro”

Da Flai Cgil e Fai Cisl appello al Comune: si assuma le responsabilità
Economia

Sindacati in campo sulla vicenda Ortoverde, schierati con l’azienda (tra i player nazionali leader nella produzione di orticole surgelate) che si è vista recapitare un preavviso di diniego alla realizzazione di una cella frigorifera per dare futuro al processo produttivo nello stabilimento di Cesano di Senigallia, con un progetto premiato per sostenibilità ambientale e valorizzazione sociale dal bando Pnrr sulla logistica.

Il richiamo alla responsabilità istituzionale

Flai Cgil e Fai Cisl, nelle persone di Paolo Grossi e Lorenzo Catani, si rivolgono al Comune di Senigallia richiamandolo alle proprie responsabilità: se “un’azienda come la Ortoverde vuole investire e ha capacità e mezzi per farlo – chiariscono – tutte le autorità e le istituzioni, compreso il Comune di Senigallia, debbono promuovere e supportare per le loro responsabilità e competenze, tutte le iniziative finalizzate agli investimenti programmati che non riguardano solo il benessere economico dell’azienda, ma che hanno ricadute ambientali, occupazionali e, più in generale,  e in più generale, di crescita del territorio”.

Ortoverde
Il rendering della cella frigorifera che Ortoverde intende realizzare

Al centro della discussione, come riportato nell’articolo di ieri, l’investimento di 21 milioni di euro, il 40% dei quali finanziati proprio con il Pnrr, che permetterebbe alla cooperativa agricola di garantire la continuità aziendale a Cesano di Senigallia, attraverso una cella frigorifera automatizzata di 10 piani inserita in area industriale dove stoccare i prodotti conferiti dalle circa 800 imprese agricole associate. Una soluzione che eviterebbe lo spostamento avanti e indietro di centinaia di Tir tra Senigallia e Rieti, città dove ad oggi è presente uno stabilimento frigo di dimensioni proporzionate per la conservazione del prodotto in attesa dell’imbustamento. Una soluzione, però, che si scontra con il preavviso di diniego del Comune, per criticità paesaggistiche evidenziate dalla Soprintendenza. Se il no venisse confermato, Ortoverde, come anticipato dal presidente Giampaolo Pettinari, dovrà necessariamente delocalizzare l’impianto di produzione delle orticole surgelate per garantire l’attività produttiva, mettendo a rischio il futuro dello stabilimento di Senigallia che oggi conta oltre 200 lavoratori presenti.

I benefici per ambiente e occupazione

“L’azienda – ricordano Cgil e Cisl di categoria – spende ogni anno centinaia di migliaia di euro per portare i suoi prodotti finiti e non solo, in altre celle pagando un affitto importante, che sarebbe ridotto se non annullato con la realizzazione di una propria cella frigorifera adiacente allo stabilimento di Senigallia. La cella verrà realizzata su terreno di proprietà dell’azienda, in un’area industriale completamente edificata, tra l’autostrada e la strada della Bruciata. Se fosse realizzata, ne gioverebbe di sicuro l’ambiente. Inoltre la realizzazione della cella, permetterebbe un nuovo sviluppo occupazionale rendendo ancora più stabile e strategico sia lo stabilimento di Senigallia sia l’intera filiera aziendale”.

Sfoglia gratuitamente Marche Agricole cliccando qui.

Tags: in evidenza, Ortoverde, sindacati

Suggeriti

Niente progresso, siamo Amish!
Oleoturismo, ecco le attività sostenute dalla legge regionale

Da leggere