E adesso ci si mettono anche le cavallette…

Allarme nel Maceratese per i danni sul raccolto di erba medica
Attualità
di Alberto Maria Alessandrini

Non sarà certo una stagione che rimarrà impressa negli annali degli agricoltori marchigiani quella del 2023. Dopo una campagna dei cereali altalenante, le drastiche riduzioni nella produzione di piselli, colza e favino ci mancavano solo… le cavallette.

Una situazione quasi da flagello di biblica memoria che si sta abbattendo, soprattutto in alcune zone del maceratese, sui campi di erba medica pronti per essere trebbiati. L’aumento delle superfici coltivate a foraggi negli ultimi anni ha infatti aumentato anche il numero di aziende che si occupano di produzione di seme di medica. Attività che, in condizioni ottimali, può garantire una resa media di 5/6 q.li per ettaro che, però, può scendere sotto ad 1 q.le in caso di forte presenza di cavallette. Queste, nutrendosi del seme ormai secco e pronto per la raccolta, rendono di fatto antieconomico procedere alla trebbiatura del prodotto.

A segnalare il problema anche Andrea Pettinari, presidente di Confagricoltura Macerata, il quale ricorda che nei casi più estremi si arrivano a perdere fino a 800 euro ettaro. Un danno ingente, soprattutto se si pensa che puntando alla raccolta del seme le aziende hanno anche rinunciato in precedenza ad effettuare il 2° od il 3° taglio di fieno. “La situazione diventa ancora più grave – continua Pettinari -se consideriamo come la questione sarebbe, in realtà, in parte arginabile mediante l’utilizzo dei normali insetticidi. Ma tali prodotti non sono utilizzabili secondo il disciplinare regionale, benché previsti dalle etichette ministeriali dei prodotti stessi, a differenza di quanto avviene in altre regioni che li hanno autorizzati venendo incontro alle sollecitazioni del mondo agricolo”

 

 

Tags: Andrea Pettinari, cavallette, erba medica, in evidenza

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