Maggio, tempo di fienagione. Luci ed ombre nelle Marche

Buona la qualità del prodotto, resta il problema dei prezzi
Economia
di Alberto Maria Alessandrini

Le Marche, con circa 70.000 ettari coltivati ad erba medica, si collocano fra le prime regioni d’Italia per superfici destinate a foraggiere. Una produzione significativa, quindi, che contribuisce in maniera non irrilevante ai bilanci di molte aziende agricole locali seppur, buona parte di questo fieno, non sia più destinato alle aziende zootecniche marchigiane, ma – come ricordato in un precedente articolo –  venga venduto ad allevamenti di fuori regione.

Una produzione, questa, profondamente influenzata dalle variabili atmosferiche e da un mercato estremamente volatile soprattutto per quelle aziende agricole produttrici di foraggi non per auto-consumo.

Primi tagli e prospettive

Marco Monti

“La stagione è iniziata in maniera abbastanza positiva, l’alta pressione di questi giorni ci ha consentito di iniziare i primi tagli in tranquillità. La qualità del prodotto è buona, la presenza di avene e loietti ad un giusto stadio di vegetazione, e senza eccessive spigature, renderà il prodotto ben appetibile per gli animali” afferma Marco Monti, titolare di un’azienda agricola fra i comuni di Osimo e Filottrano. “Abbiamo appena terminato lo sfalcio di circa 50 ettari – continua – che verranno destinati al nostro allevamento di bovini Limousine, il problema vero è la sempre maggiore presenza di coleotteri nocivi per le piante di medica”.

Una questione spinosa questa, ulteriormente accentuata dai limiti imposti dalla nuova Pac: “La diminuzione dell’uso di agrofarmaci richiesta dalla Politica Agricola Comune anche in questo settore risente dei suoi grandi limiti. Ormai da anni per poter ottenere un prodotto di buona qualità, ricco di foglia, siamo costretti a trattare i nostri campi per evitare che gli insetti distruggano buona parte del raccolto, pratiche che ovviamente sono sempre più complesse ed articolate da attuare”. Monti ricorda anche come, al netto di queste problematiche, sul fronte della produzione l’annata in corso risulti comunque accettabile: “Certamente rispetto allo scorso anno le produzioni sono inferiori, ma non dobbiamo dimenticare che nel 2023 siamo sati costretti ad iniziare gli sfalci con grande ritardo, il volume di prodotto è stato senza dubbio superiore ma a discapito della qualità e delle difficoltà di raccolta”.

Il crollo del prezzo un problema serio

Andamento delle produzioni riscontrato anche in altre zone della regione. “Abbiamo appena iniziato ad imballare i primi tagli, le produzioni si attestano intorno ai 40/50 q.li ettaro. Sono naturalmente inferiori rispetto allo scorso anno ma fortunatamente il prodotto è certamente migliore” confermano Roberto ed Andrea Rosini, agricoltori e contoterzisti di Corinaldo. “Ad essere poco remunerativo però – aggiungono – è il prezzo che rischia di non essere sufficiente per coprire le spese di falciatura e pressatura”. La grande quantità di prodotto dello scorso anno ancora stoccato nei magazzini, infatti, unitamente ad un rallentamento delle esportazioni verso i paesi arabi, sta influendo pesantemente al ribasso sulle quotazioni del prodotto finito.

Situazione altalenante, quindi, dove gli oltre 20 euro al q.le raggiunti non più tardi di due anni fa (per i primi tagli) sembrano al momento un miraggio. E se questo farà certamente tirare un sospiro di sollievo per i nostri allevatori marchigiani, dall’altro rappresenterà l’ennesimo problema per i tanti produttori costretti a scontrarsi con costi decisamente superiori al valore del prodotto finito.

Tags: erba media, Fienagione, in evidenza

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