Settant’ettari di vigneto, un vitigno autoctono e una tecnica di lavorazione che richiede tempo e attenzione. La Vernaccia Nera è una delle espressioni più particolari della viticoltura marchigiana, legata a Serrapetrona e a un sistema produttivo di dimensioni contenute, nel quale la conservazione della tradizione passa attraverso il lavoro delle aziende e la valorizzazione delle sue peculiarità. È a questa realtà che è dedicata Appassimenti Aperti, la manifestazione che domenica 8 e domenica 15 novembre permetterà di entrare nelle cantine e conoscere da vicino le fasi di lavorazione delle uve.
L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT), in collaborazione con il Comune di Serrapetrona e la Pro Loco. Saranno cinque le aziende coinvolte: Alberto Quacquarini, Podere sul Lago, Serboni, Terre di Serrapetrona e Verser. I visitatori potranno osservare i grappoli raccolti durante la vendemmia, lasciati ad appassire appesi o disposti in cassette, e scoprire il passaggio che precede la vinificazione. Nel centro storico saranno inoltre proposte degustazioni di prodotti tipici e iniziative collaterali dedicate al borgo e al suo patrimonio culturale.
L’appassimento, una fase decisiva
Il processo che dà il nome alla manifestazione è uno dei passaggi caratterizzanti della produzione.
Dopo la vendemmia, una parte delle uve viene lasciata appassire in ambienti adeguati, dove i grappoli perdono progressivamente acqua. La concentrazione degli zuccheri e delle componenti aromatiche contribuisce a definire il profilo del vino, ma la riuscita dipende dalla gestione di una fase delicata, che richiede attenzione alle condizioni di conservazione e ai tempi di lavorazione.
È da questa pratica che prende forma una delle peculiarità della Vernaccia di Serrapetrona DOCG: uno spumante rosso ottenuto attraverso un processo che prevede tre fermentazioni. Il disciplinare contempla l’impiego di uve fresche e di uve sottoposte ad appassimento, secondo percentuali e modalità stabilite per la denominazione. Accanto alla DOCG, il Serrapetrona DOC rappresenta l’altra espressione del vitigno, nella versione ferma. Due vini distinti, che condividono il legame con la Vernaccia Nera e con il territorio di origine.
La particolarità del metodo produttivo si inserisce in una storia enologica documentata da secoli. La dimensione limitata dei vigneti rende la Vernaccia Nera una coltura di nicchia nel panorama nazionale, ma proprio la specificità del vitigno e delle tecniche impiegate ne definisce il valore. Per le aziende, la sfida consiste nel mantenere riconoscibile il prodotto, trasmettendo le competenze necessarie alla sua lavorazione e facendo conoscere al pubblico le caratteristiche che lo distinguono.
Dalla cantina al territorio
L’apertura degli appassimenti offre l’occasione di osservare una fase produttiva che normalmente resta lontana dal consumo finale. Il vino arriva nel calice al termine di un percorso che comincia in vigneto e prosegue nei locali dove i grappoli vengono lasciati asciugare, prima di essere avviati alla vinificazione.
Accanto alle visite nelle aziende, le degustazioni e le iniziative nel centro storico contribuiscono a collegare la cultura del vino al patrimonio di Serrapetrona e dell’entroterra maceratese. L’enoturismo diventa così uno strumento per avvicinare i visitatori alle produzioni locali e offrire una conoscenza più diretta del territorio, oltre il momento della degustazione.
La manifestazione rientra nel piano di promozione sostenuto dal Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Marche, nell’ambito del Piano strategico nazionale della PAC.








