“Una vergogna, sulla quale la Regione deve intervenire prendendo ufficialmente posizione contro il Consorzio di Bonifica”: queste le parole di Giacomo Rossi, vicepresidente dell’Assemblea Legislativa delle Marche, nel corso del dibattito relativo all’interrogazione da lui presentata sui recenti aumenti imposti dal Consorzio. “Uno scempio” nonché “un ‘ulteriore balzello” (questa la definizione data dallo stesso Consigliere) sul quale il mondo agricolo regionale si sta battendo da settimane a seguito della pioggia di avvisi di pagamento maggiorati recapitata a centinaia di aziende.
Una battaglia che i tanti agricoltori della Val Musone coinvolti ritengono più che giusta e sacrosanta (la quota per ettaro irrigato è aumentata di oltre il 120%) reputata facilmente comprensibile da chiunque. Chiunque, tranne la Regione Marche che, interpellata proprio grazie all’interrogazione di Rossi ieri discussa, si è limitata a riportare un lungo elenco di giustificazioni alla base degli aumenti (di fatto ripetendo in maniera pedissequa quanto già diramato dallo stesso Consorzio) comunicando le varie tariffe nelle differenti zone, nulla più. Non solo, quindi, nessuna presa di posizione netta da parte dell’Assessorato contro gli aumenti ma nemmeno la ben che minima frase di circostanza a sostegno del settore.
Un comportamento francamente incomprensibile ancor più in considerazione del fatto che l’Ente di Bonifica, pur essendo regolato dalla normativa regionale, è comunque un ente terzo rispetto alla Giunta e le sue scelte sarebbero tranquillamente censurabili, quanto meno sul piano politico. Quanto andato in scena nell’aula del Consiglio ieri, invece, è stata una nettissima presa di pozione della Regione Marche proprio a sostegno del Consorzio giustificandolo in toto e lasciando passare un messaggio tutt’altro che confortante: chi oggi si trova costretto a sborsare più del doppio di quanto pagato fino ad ora (agricoltori ma non solo perché sono molti altri i soggetti obbligati) deve rassegnarsi senza troppe proteste.
Ovviamente nessuno avrebbe mai pensato che una questione così complessa si sarebbe potuta risolvere nei pochi minuti che il regolamento dell’Assemblea Legislativa concede per le risposte alle interrogazioni presentate. Parimenti, però, nessuno avrebbe pensato che da parte dell’Assessorato non sarebbe giunta nemmeno una parola di vicinanza al settore od una garanzia se non di risoluzione del problema ma quanto meno di approfondimento. Al contrario, dopo ieri si rafforza ancor più l’idea secondo cui, almeno per chi amministra le Marche, il Consorzio di Bonifica sia un moloch e tutto ciò che dice debba assumere la valenza di un dogma.
I motivi di ciò restano sconosciuti anche se, riascoltando proprio l’intervento di Giacomo Rossi, qualche indizio su tale sudditanza emergerebbe: “Tutte le associazioni di categoria si sono fatte sentire ed hanno inviato le loro rimostranze” ha correttamente ricordato nel suo intervento il consigliere “Tutte tranne una e chi conosce le questioni (ndr. del settore) potrà facilmente sapere quale”. Ed è proprio questo l’aspetto centrale della questione, i vertici del Consorzio di Bonifica che hanno imposto gli aumenti sono, legittimamente, espressione in larga parte di un chiaro “colore” organizzativo. Forse che tra far irritare qualche struttura di potere o difendere le ragioni degli agricoltori chi governa abbia optato per la prima opzione?!









