Non una moda, ma una nuova vantaggiosa prospettiva di lavoro in campo. È questo il messaggio che sta alla base del convegno “Droni in agricoltura: impiego e possibili sviluppi”, in programma lunedì 19 ottobre prossimo, a partire dalle ore 16.45, presso il Consorzio Agrario Terre di Mezzo a Jesi, in Viale Trieste 24.
L’iniziativa, organizzata da Confagricoltura Marche in collaborazione con Agci Marche – Associazione Generale Cooperative Italiane, con Marche Agricole come media partner, si propone di aggiornare le imprese sulle innovazioni tecniche e sulle metodologie tecnologiche che possono tradursi in benefici concreti, sia in termini economici che di produzione.
Il programma

La giornata si aprirà con i saluti istituzionali di Federico Castellucci, presidente di Confagricoltura Marche, Antonio Gitto, presidente di Agci Marche, e Lorenzo Fiordelmondo, sindaco di Jesi.
A seguire, gli interventi tecnici e le relazioni:
- alle ore 17.30 Marco Fiorentini, dottore agronomo, presenterà esempi applicativi di agricoltura di precisione su frumento duro, vite e ortaggi;
- alle ore 17.50 Attilio M. de Cosmo, della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria dell’Università di Camerino, affronterà i sistemi zootecnici estensivi e le tecnologie innovative per la gestione del bestiame al pascolo, con esperienze sul campo;
- alle ore 18.10 Stefano Romagnoli, direttore della Scuola Droni Hito Srl, parlerà dell’impiego dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (APR/UAS) e dell’intelligenza artificiale in ambito agricolo e zootecnico.
- Dibattito e conclusioni alle 18,30 con Tiziano Consoli, assessore regionale Ambiente e Lavoro, ed Enrico Rossi, vicepresidente e assessore regionale Agricoltura.
Verso un utilizzo “chirurgico” dei droni

L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è fornire agli agricoltori un quadro aggiornato su ciò che la tecnologia può offrire oggi, andando oltre la suggestione estetica degli aeromobili in volo sui campi. L’impiego dei droni va infatti interpretato come un nuovo paradigma del lavoro agricolo, con una validità pratica più che decorativa: gli interventi in campo sono assolutamente “chirurgici”, grazie a un rilevamento termografico che consente di intervenire solo dove serve, senza dispersione a pioggia di prodotti.
I risultati parlano da soli: la distribuzione di concimi e di fitomedicinali – con basi chimiche arricchite da maggiori composti naturali – garantisce efficacità superiore del 10% rispetto ai metodi tradizionali. Non solo: il ricorso a questi sistemi permette di contenere i costi di impresa, pur senza sostituire in via definitiva il mezzo agricolo tradizionale. Un equilibrio destinato tuttavia a evolversi: l’auspicio, e la direzione verso cui sta andando l’innovazione, è di giungere nel prossimo futuro a una fruibilità dei droni pressoché totale, capace di coprire l’intero ciclo delle lavorazioni.









