Le cantine vinicole rincorrono i diplomati dell’Ulpiani

Ben sei vini dell'Istituto di Ascoli Piceno premiati all'ultimo Vinitaly
Economia
di Roberto Valeri

L’IIS “Celso Ulpiani” di Ascoli Piceno ha fatto incetta di premi al al 7° Concorso Enologico Istituti Agrari d’Italia del Crea-Masaf, che si è svolto al 55° Vinitaly. La giuria del premio, organizzato dal Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA), ha conferito il massimo riconoscimento a ben sei vini dell’Istituto: Vino spumante Passerina Brut metodo classico, Marche Igt Rosso 140°, Marche Igt Cabernet Sauvignon, Marche Igt Passerina, Falerio Doc Pecorino, Rosso Piceno Doc. Tutti i vini sono certificati biologici.
Emidio Collina è docente di Enologia all’Istituto Agrario “Celso Ulpiani”, disciplina prevista all’interno dell’indirizzo tecnico (c’è anche un indirizzo professionale) nel quinto anno di studi di una delle tre articolazioni ministeriali, quella di “Viticoltura ed enologia”.
“Sono sorpreso – ha dichiarato – da un certo punto di vista, perché comunque vincere sei premi contemporaneamente è un risultato da record, ma sono anche sicuro del fatto che questo exploit abbia radici forti nella struttura dell’Istituto, che dà agli studenti la possibilità di studiare e sperimentare sul campo, di conoscere le tecniche ed anche il mercato: per noi, anche la partecipazione a mostre e fiere fa parte dell’orientamento scolastico. Gli studenti affrontano con spirito critico la realtà esterna, non farlo significherebbe tenerli all’oscuro di dinamiche determinanti che, una volta concluso il corso di studi, dovrebbero comunque affrontare. Noi, invece, vogliamo aiutarli ad essere professionisti a tutto tondo”.
Il professor Collina svolge nell’anno corrente anche il ruolo di direttore della Cantina dell’Ulpiani, dotata di un laboratorio enologico, certificato “biologico” nel 2019.
“La nostra cantina – prosegue il docente – può essere considerata, in tutto e per tutto, assimilabile a quella di un’azienda vitivinicola, ma il nostro principale obiettivo è formare cittadini e professionisti di eccellenza. Gli studenti devono essere capaci di realizzare qualsiasi tipo di vino, perché il mercato, oggi, chiede alle aziende vitivinicole di essere duttili: la specializzazione non è, a meno che non si parli di particolari prodotti, una scelta vincente. Dunque, insistiamo sulla totale padronanza di tutte le tecniche di vinificazione: dal bianco al rosso, fino alla spumantizzazione, dal metodo classico a quello in autoclave fino al “metodo Scacchi” molto caro a noi marchigiani. L’Ulpiani è una delle poche scuole italiane che produce spumante, non a livello sperimentale ma professionale. Nella nostra offerta commerciale, ci sono spumanti Blanc de blancs a base di Pecorino, Passerina, oltre che rosati a base di uve Sangiovese e Montepulciano. La bravura dei ragazzi nel conoscere bene ogni tecnica spiega anche la varietà di nostri vini che sono stati premiati a Verona”.
L’IIS “Ulpiani”, infatti, ha una sua produzione: all’incirca 5.000 bottiglie l’anno vendute, al dettaglio, esclusivamente all’interno dell’Istituto, trasformate nella Cantina che assorbe tutta la produzione viticola dell’azienda agraria Navicella: “qui abbiamo circa 15 ettari di vigneto sui 45 totali, lavoriamo esclusivamente le nostre uve, seguiamo in cantina il disciplinare del biologico, considerando che anche la nostra azienda agraria è certificata “bio”, dal 2002”.
Durante la cerimonia di premiazione al Vinitaly, parlando della formazione negli istituti agrari, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida li ha definiti “scuole di Champions League”: un’affermazione, secondo il professor Collina, “che rende merito all’impegno dei ragazzi e dei docenti di tutti gli istituti agrari, a partire naturalmente dalle dodici scuole storiche d’Italia di cui l’Ulpiani fa parte. Proprio in quanto Scuola Enologica Storica d’Italia, abbiamo nella nostra offerta un anno formativo in più, il cosiddetto “sesto anno” in cui i ragazzi, diplomati nell’articolazione di tipo enologico, possono proseguire per conseguire il titolo professionale di enotecnico, diventando dei professionisti già alla fine del percorso scolastico. Non posso che ringraziare per il suo entusiasmo e il continuo stimolo ad andare oltre ogni ostacolo la nostra dirigente scolastica, Rosanna Moretti. Sono direttore della cantina da appena un anno, purtroppo a seguito della tragica e improvvisa scomparsa del mio collega ed amico, il professor Roberto D’Angelo. Il merito di questi successi è esclusivamente il suo, perché grazie a lui ho trovato un ambiente organizzato, professionale, dinamico. Con lui abbiamo condiviso la passione per l’insegnamento, mi affiancava nelle lezioni nel suo ruolo di Insegnante Tecnico Pratico e la nostra intesa professionale era evidente agli occhi dei nostri studenti”.
L’Istituto d’Istruzione “Celso Ulpiani”, a 141 anni dalla sua fondazione, continua dunque a creare figure professionali all’avanguardia nel settore agrario, che vincono premi ma, soprattutto, hanno un accesso al mondo del lavoro privilegiato. “Credo – conclude il docente – che per loro il premio più grande sia quello di avere la quasi matematica sicurezza di iniziare a lavorare rapidamente. Abbiamo difficoltà a soddisfare la domanda di lavoratori che arriva dalle cantine. I ragazzi del quinto anno sono già opzionati dalle aziende del territorio, hanno già in pectore un contratto, la domanda eccede il numero di diplomandi anche perché alcuni studenti decidono di proseguire gli studi in ambito universitario. Quest’anno gli studenti del sesto anno sono undici, le richieste venti”.

Tags: enologia, in evidenza, Ulpiani

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