Soffre la filiera del grano duro, servono azioni congiunte

Criticità e opportunità al centro del confronto tenuto a Loreto
Economia

“Le rivendite di mezzi tecnici e i centri di stoccaggio, lavorando direttamente con gli agricoltori che vivono oggi più di ieri enormi difficoltà per una serie di motivazioni, si trovano spesso ad affrontare scoperture finanziarie. È dunque fondamentale garantire liquidità alla fase agricola, perché così si riesce a rendere stabile l’intero sistema”.

Lo ha sottolineato Mauro Acciarri, vicepresidente della Federazione nazionale delle rivendite agrarie e degli stoccatori di cereali e proteaginose (Compag) che ha Loreto ha organizzato un incontro insieme a Confagricoltura Marche dove si è ribadita la necessità di mettere a disposizione degli operatori strumenti utili al sostegno di questa filiera che riveste un’importanza fondamentale per le Marche.

Mauro Acciarri, Mirco Carloni e Carlo Maresca

La coltivazione del grano duro – è stato osservato – è estremamente rilevante per la tradizione, per il paesaggio e per l’economia di questa regione. La maggior parte della SAU marchigiana è gestita a seminativo, le coltivazioni principali sono i cereali, di cui la prima produzione è il grano duro. Sul piano nazionale, le Marche sono la quarta regione per produzione di grano duro.

All’incontro – presenti, tra gli altri, il delegato pontificio Mons. Fabio Dal Cin, il presidente della Commissione agricoltura della Camera Mirco Carloni, presidente e assessore regionale all’agricoltura, rispettivamente Francesco Acquaroli e Andrea Maria Antonini – sono stati illustrati tutti gli strumenti che possono sostenere la produzione di grano duro e che, in un momento di forte difficoltà per il settore, sono in grado di garantire una copertura del reddito per gli agricoltori e tutelarne la produzione in caso di situazioni meteorologiche avverse. Le difficoltà che, da alcuni anni, sta vivendo il settore agricolo che, più di altri, è esposto ai cambiamenti climatici e alla volatilità dei mercati, hanno penalizzato in maniera significativa il reddito degli operatori. Inoltre, i costi di produzione sono notevolmente aumentati, anche a seguito di alcune dinamiche internazionali, come la guerra tra Russa e Ucraina dalla quale sono derivate delle importanti riduzioni nell’esportazione dei principali fertilizzanti che, insieme all’aumento del costo del gas naturale, ha determinato una rilevante dilatazione dei prezzi dei fertilizzanti. Questi ultimi, secondo i dati esposti da Carlotta De Pasquale di Areté, nel 2024 rispetto al 2020 sono cresciuti del 116% per il fosforo, del 56% per azoto e del 18% per il potassio.

“In tale contesto – ha sottolineato Acciarri attenzione va posta anche alle imprese intermedie. Bene la misura regionale per favorire l’accesso al credito, ma altre iniziative del genere dovrebbero essere intraprese anche a livello nazionale. Come Compag abbiamo sottoscritto una convenzione con Credit Agricole e puntiamo ad estendere tale iniziativa anche ad altri istituti di credito. La bassa redditività per gli agricoltori e l’esposizione di questi ultimi agli eventi meteorologici e alle oscillazioni dei mercati internazionali devono richiamare l’attenzione di tutte le istituzioni coinvolte sull’importanza di avere a disposizione aiuti e sostegni che garantiscano quantomeno il mantenimento delle superfici attuali e tutelino gli agricoltori da eventi esterni che possano compromettere la produzione e dunque la redditività. Trattandosi di una coltura particolarmente impegnativa e con elevati costi di produzione, la redditività del frumento duro è altalenante e i sostegni pubblici, gli strumenti per la gestione dei rischi e per l’accesso al credito sono fondamentali per la sopravvivenza del settore”.

Gli esperti intervenuti – Elena Berloni (funzionario direzione agricoltura e sviluppo rurale della Regione Marche), Pasquale De Vita (responsabile sede Crea cerealicoltura e colture industriali di Foggia), Antonio Pascale (scrittore, direttore di ColtivaTo) hanno illustrato ai numerosi partecipanti alcuni degli strumenti più importanti per la filiera, quali ad esempio il credito per parte agricola, l’assicurazione delle produzioni e le coperture garantite dal Fondo Agricat, non ultimi i risultati della ricerca che evidenziano il valore delle filiere nel garantire una migliore prospettiva economica per gli agricoltori e una corretta valorizzazione delle produzioni cerealicole. Fulcro delle filiere sono le strutture intermedie, come i centri di stoccaggio privati associati a Compag, che sono il ponte tra la fase agricola e quella dell’industria di prima e seconda trasformazione.

La tavola rotonda

La tavola rotonda che è seguita al dibattito ha visto la partecipazione di Mauro Acciarri (vicepresidente Compag), Camillo Zaccarini Bonelli (dirigente Ismea – Direzione supporto al Piano strategico della PAC) Alessandro Alessandrini (presidente del Consorzio Agrario di Ancona), Enrico Polverigiani (per la OP La Marca Grains) e Carlo Maresca (presidente Federazione nazionale cereali alimentari di Confagricoltura).

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