Agrinsieme Marche: “Ecco come cambiare la politica agricola”

In 7 punti le richieste alle istituzioni europee, statali e regionali
Politica

Sono sette i punti che Agrinsieme Marche ha individuato come cruciali per cambiare una politica agricola che, come ripetuto più volte, mortifica l’economia reale. Se ne è discusso in un incontro tenutosi presso la sede centrale di Jesi del Consorzio Agrario di Ancona dove sono intervenuti tutti i protagonisti di Agrinsieme Marche, vale a dire Cia, Confagricoltura, Copagri, Aci (Alleanza delle Cooperative Agricole, costituita AGCI-Agrital, Fedagri Confcooperative, Legacoop Agroalimentare) e la Federazione regionale delle imprese di meccanizzazione agricola.

Nell’esprimere vicinanza alla protesta degli agricoltori, molti dei quali associati alle sigle che compongono Agrinsieme, lo stesso coordinamento regionale ha sottolineato come il movimento sceso in strada, spontaneo e autonomo, arricchisce il dibattito che
per essere efficace deve essere fatto in tutte le sedi istituzionali: Regione, Governo, Commissione Europea.

Di qui i punti evidenziati da Agrinsieme su cui le istituzioni, ciascuna per il proprio ruolo, vengono richiamate ai propri impegni: rivedere la politica agricola europea perché burocratica e non funziona; cambiare gli ecoschemi e abolire subito l’obbligo al 4% di incolto; cambiare le proposte di regolamento comunitario sull’uso sostenibile degli agrofarmaci; togliere l’IRPEF sui terreni agricoli; reintrodurre il credito di imposta su gasolio; una nuova e diversa politica del credito agricolo con immediata proroga delle scadenze; una maggiore tutela del reddito degli agricoltori.

Questi temi saranno al centro di una conferenza stampa che Agrinsieme Marche ha convocato per martedì prossimo presso la stessa sede jesina del Consorzio Agrario di Ancona.

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Tags: Agrinsieme Marche, in evidenza

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