Caccia, un calendario basato su dati scientifici e non ideologici

L'apprezzamento espresso dalle associazioni venatorie marchigiane
Attualità

Con una nota congiunta Federcaccia, Liberacaccia, Enalcaccia e ANUU Migratoristi della regione Marche hanno espresso la loro soddisfazione per l’approvazione in via definitiva del calendario venatorio regionale per la stagione 2024/25 decisa dalla Giunta. Le Marche, dopo la Liguria, sono la seconda regione italiana ad aver approvato tale calendario.

Frutto di un lavoro serrato svolto con i diversi portatori d’interesse, si legge nella nota, “il calendario approvato si basa su dati e presupposti scientifici e non ideologici, è rispettoso dei tempi e delle specie previsti dalla legge nazionale n.157/92 ed è supportato da studi tecnico-scientifici comprovati con tecniche moderne e di ultima generazione, quali la telemetria satellitare, certificate da Istituti universitari. Apprezzabile, e da noi apprezzata, la ormai consolidata metodologia del tavolo di confronto della Regione con le Associazioni venatorie, quelle che si sono prestate a collaborare, nel rispetto delle prerogative istituzionali”.

Specie cacciabili

Grazie a tale approccio, il calendario regionale di questa stagione riporta, dopo anni, le chiusure a beccaccia, tordo bottaccio, tordo sassello e cesena alla fine del mese di gennaio e vede l’inserimento fra le specie cacciabili della moretta, previo corso di formazione per i cacciatori interessati. “Ci sembra giusto sottolineare particolarmente – continua la nota – il mantenimento fra le specie consentite, anche se solo per due giornate e con una ulteriore riduzione del carniere prelevabile, della tortora selvatica a fronte della richiesta della Commissione Europea di sospenderne il prelievo. Federcaccia insieme a Liberacaccia, Enalcaccia e ANUUMigratoristi ringraziano vivamente il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli per la volontà di approvarlo nei contenuti e nel più breve tempo possibile; l’Assessore Andrea Antonini, i componenti la Giunta regionale e tutta la struttura per aver compreso la bontà e la rilevanza degli studi e delle argomentazioni documentate a supporto del calendario”.

Le future strategie

La associazioni venatorie si sono rese anche disponibili ad affiancare la Regione Marche nelle future strategie a difesa della caccia e dell’ambiente. In attesa del parere ISPRA, sono infatti ancora da definire le Deroghe a storno, piccione, tortora dal collare per i danni alle colture agricole e la richiesta della definizione delle piccole quantità per fringuello e tordela.

Alcuni dettagli del calendario

Preapertura della caccia alla specie tortora con riduzione a due giornate (1 e 4) e dimezzamento della quota di prelievo regionale, in armonia coi principi del prelievo adattativo

Preapertura della caccia al colombaccio nei giorni 1, 4, 7, 8, 11 settembre; preapertura alla quaglia nel giorno 11 settembre.

Preapertura alzavola, marzaiola e germano reale nei giorni 1, 4, 7, 8, 11 solo da appostamento.

Apertura generale della caccia alla fauna stanziale e migratoria il 15 settembre, con chiusura per turdidi, anatidi e rallidi il 30 gennaio 2025, a eccezione delle tre specie di anatidi cacciabili in preapertura, che chiudono il giorno 16 gennaio.

Caccia al moriglione consentita con limite di prelievo regionale e rendicontazione in tempo reale degli abbattimenti attraverso l’applicazione XCaccia.

Caccia al combattente solo da appostamento fisso con limiti di prelievo giornalieri e stagionali.

“In conclusione – continua la nota delle associazioni venatorie –  riteniamo quello licenziato dalla Giunta regionale un calendario molto soddisfacente per i cacciatori e lo riteniamo un esempio per molte Regioni italiane. Quanto ai possibili ricorsi, per noi vale solo un motto: non arretrare quando si è dalla parte del giusto”.

 

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