Focus sul colza nelle Marche tra criticità e opportunità

Una coltura strategica che coniuga sostenibilità e risposta di mercato. Giovedì 21 maggio la giornata di studio del CREA ad Osimo
Economia

Con qualche migliaio di ettari coltivati, il colza prova a ritagliarsi un ruolo negli avvicendamenti colturali delle Marche. Uno scenario di possibile fermento agronomico ed economico, dove si inserisce una Giornata di studio dedicata, organizzata da Assosementi e dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria).

L’appuntamento è fissato per giovedì 21 maggio, a partire dalle ore 9:30, presso i campi e le aule dell’Azienda Sperimentale Settempedana del CREA-CI (Cerealicoltura e Colture Industriali) in Via Cagiata a Osimo (An). Un incontro che riunirà accademici, tecnici, sementieri e agricoltori per fare il punto sui risultati della sperimentazione in campo e sulle prospettive di mercato.

I numeri e il ruolo del colza nelle Marche

Da coltura considerata “minore” o puramente tecnica fino a qualche decennio fa, il colza (Brassica napus) ha conquistato areali nelle Marche, trainato da una duplice richiesta: quella dell’industria olearia alimentare e quella, sempre forte, dei biocarburanti e della bioeconomia.

Nelle rotazioni marchigiane, storicamente dominate dal grano duro, il colza potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per tre ordini di motivi:

  • ottimo precursore: lascia il terreno in condizioni strutturali ideali per la successiva semina dei cereali a paglia, migliorandone la resa;
  • sostenibilità agronomica: grazie al suo apparato radicale fittonante, contrasta il compattamento del suolo e ottimizza l’uso dell’azoto residuo;
  • diversificazione del reddito: i prezzi di mercato stabili e i contratti di filiera offrono agli agricoltori una valida alternativa economica alla monocultura del frumento.

Il programma della giornata di Osimo: dalla teoria al campo

L’evento di giovedì 21 maggio a Osimo – storico centro di riferimento per la ricerca sulle colture industriali nel Centro Italia guidato dal binomio scientifico del CREA con il dottor Andrea Del Gatto – si svilupperà in due momenti chiave.

1. I seminari tecnici e il mercato
La prima parte della mattinata vedrà gli interventi degli esperti focalizzarsi su:

  • andamento meteo-climatico ed epidemiologico: analisi dell’annata agraria nelle Marche, caratterizzata da repentine fluttuazioni termiche e dalla gestione dei parassiti tipici delle brassicacee;
  • certificazione e sementi: il punto di Assosementi sull’importanza dell’impiego di seme certificato per garantire purezza variatale, sanità e tracciabilità della filiera;
  • scenari di mercato: un focus sui trend dei prezzi della granella a livello nazionale ed europeo.

2. Le visite alle parcelle sperimentali
Dalla teoria si passerà alla pratica direttamente in campo. I partecipanti potranno visionare la Rete nazionale di valutazione varietale del colza. Sarà l’occasione ideale per osservare da vicino il comportamento agronomico, la resistenza alle avversità e la produttività dei diversi ibridi e varietà oggi a disposizione degli agricoltori per i prossimi piani di semina autunnali.

In un momento in cui l’agricoltura è chiamata a rispondere alle sfide del cambiamento climatico e alla riduzione degli input chimici richiesta dall’Unione Europea, il colza si conferma un utile tassello per la transizione ecologica della scacchiera agricola marchigiana, a cui va aggiunto il valore paesaggistico. L’appuntamento di Osimo sarà il luogo ideale per tracciare la rotta del prossimo futuro.

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