Nuovo rinvio per la revisione delle macchine agricole

Scadenza rinviata al 31 dicembre 2026 per i trattori immatricolati prima del 1983, al 31 dicembre 2027 per quelli fino al 1996. E non mancano le polemiche
Attualità

Nuovo slittamento per la revisione obbligatoria delle macchine agricole. Con un emendamento approvato al Decreto Milleproroghe, viene previsto l’ennesimo rinvio delle scadenze, in assenza – dopo dieci anni – del Decreto attuativo indispensabile per rendere operativa la misura.

La prima scadenza è fissata al 31 dicembre 2026 per le macchine immatricolate entro il 31 dicembre 1983, mentre per quelle immatricolate dal 1° gennaio 1984 al 31 dicembre 1996 il termine slitta al 31 dicembre 2027. Seguono poi ulteriori finestre temporali per le classi di mezzi più recenti.

Un copione che si ripete dal 2015, anno in cui il Decreto interministeriale del 20 maggio 2015 aveva fissato un calendario preciso per avviare la revisione periodica dei mezzi agricoli, con l’obiettivo di rinnovare il parco macchine e aumentare la sicurezza nelle campagne. Da allora, però, il provvedimento è rimasto lettera morta per l’assenza del Decreto attuativo, mentre le scadenze sono state più volte rinviate attraverso i successivi Milleproroghe.

Se da un lato le imprese agricole possono tirare un sospiro di sollievo, dall’altro v’è chi fa notare che se il cronoprogramma originario fosse stato rispettato, oggi le macchine agricole più datate circolanti in Italia sarebbero già state sottoposte a controllo tecnico, sottolineando come in agricoltura si registrano in media circa 120 decessi l’anno, molti dei quali legati anche a carenze o usura dei dispositivi di sicurezza sui mezzi.

Il motivo è legato anche al fatto che oltre un milione di mezzi agricoli presenti nel nostro paese sia sprovvisto di rollbar, l’arco di protezione in caso di ribaltamento, o di cinture di sicurezza. “Laddove nei Paesi dell’Unione europea la revisione è stata attuata in modo strutturato – sottolinea al riguardo Federacma, la federazione nazionale dei concessionari di macchine agricole – il numero delle vittime si è drasticamente ridotto, scendendo a poche unità riconducibili a eventi realmente imprevedibili. Un dato che dimostra come controlli periodici ed effettivi sui mezzi non siano un adempimento burocratico, ma uno strumento concreto di prevenzione e tutela della vita degli operatori agricoli”.

Di fatto, oggi manca ancora l’infrastruttura normativa e organizzativa per avviare le revisioni. Non sono stati infatti definiti i soggetti abilitati ai controlli, le procedure tecniche e i requisiti necessari per la messa a norma. Il Decreto attuativo che ancora non è stato emanato dovrebbe stabilire modalità operative, criteri di controllo, soggetti abilitati, percorsi di formazione e standard tecnici, consentendo alla Motorizzazione, all’Inail e agli operatori del settore di organizzarsi per tempo. Si tratta di un processo che richiede anni tra formazione dei tecnici, adeguamento delle officine e predisposizione delle aree per le prove.

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