DeIl settore agricolo italiano si prepara a una nuova stagione di investimenti. Con il via libera definitivo del Senato, arrivato il 4 novembre, il disegno di legge ColtivaItalia diventa legge e mette in campo oltre un miliardo di euro per sostenere le imprese, rafforzare le filiere produttive e favorire la competitività del comparto primario. Un provvedimento che guarda all’agricoltura nazionale, ma che interessa da vicino anche le Marche, regione in cui il settore rappresenta un presidio economico, produttivo e sociale fondamentale, soprattutto nelle aree interne.
L’approvazione a Palazzo Madama è arrivata con 76 voti favorevoli, nessun contrario e 64 astensioni. Il provvedimento, già licenziato dalla Camera lo scorso agosto, punta a rafforzare la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dalle importazioni e sostenere le produzioni strategiche del Paese. Le risorse saranno rese concretamente disponibili attraverso i successivi decreti attuativi, con l’obiettivo di avviare gli interventi nei primi mesi del 2027.
Tra i capitoli più consistenti figura il sostegno alle filiere agricole strategiche, con uno stanziamento di 300 milioni di euro destinato a rafforzare gli approvvigionamenti, migliorare la competitività delle imprese e valorizzare le produzioni locali. Una misura che può rappresentare un’opportunità anche per il sistema agricolo marchigiano, caratterizzato da una significativa presenza di aziende cerealicole, realtà zootecniche e produzioni di qualità.
Altri 70 milioni di euro sono destinati al Fondo per la sovranità alimentare, a sostegno di comparti come grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali. Un intervento particolarmente significativo per le aziende marchigiane che operano nella cerealicoltura, chiamate a confrontarsi con l’aumento dei costi di produzione, le oscillazioni dei prezzi e le difficoltà legate alla redditività delle coltivazioni.
Importanti novità riguardano anche il comparto zootecnico. Il provvedimento destina 300 milioni di euro al rafforzamento dell’allevamento italiano, con particolare attenzione alla produzione nazionale di carne bovina e alla linea vacca-vitello. L’obiettivo è consolidare la capacità produttiva interna, sostenere gli allevatori e ridurre la dipendenza dalle importazioni. Un’occasione che potrebbe interessare anche le aziende zootecniche marchigiane, soprattutto quelle delle aree collinari e montane.

Un altro capitolo rilevante riguarda l’olivicoltura, con 300 milioni di euro destinati al Piano olivicolo nazionale 2026-2030. Le risorse puntano al rinnovamento degli impianti, al miglioramento della produttività e al contrasto delle fitopatie. Per le Marche, dove la produzione di olio extravergine è minimale ma rappresenta una componente importante delle eccellenze agroalimentari, si tratta di una prospettiva interessante per accrescere questo settore.

Attenzione anche al ricambio generazionale. ColtivaItalia mette a disposizione 150 milioni di euro per sostenere l’imprenditoria agricola giovanile e femminile, attraverso strumenti di accesso al credito, finanziamenti e contributi a fondo perduto. Prevista inoltre la valorizzazione delle terre agricole incolte o abbandonate, con la possibilità per i Comuni di censire i terreni inutilizzati e renderli disponibili attraverso apposite banche delle terre.
Un tema particolarmente importante per le Marche, dove lo spopolamento delle aree interne e la difficoltà di garantire il ricambio generazionale rappresentano due delle principali criticità per il futuro dell’agricoltura. Favorire l’ingresso di nuovi imprenditori e recuperare terreni oggi improduttivi significa anche contribuire alla tutela del paesaggio, alla manutenzione del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Il provvedimento interviene inoltre sul fronte della ricerca e dell’innovazione, con risorse per il rafforzamento delle attività sperimentali e lo sviluppo di nuove tecnologie applicate all’agricoltura. Tra gli ambiti di interesse figurano l’agricoltura di precisione, la sensoristica, la meccatronica e l’intelligenza artificiale, strumenti che possono contribuire a migliorare l’efficienza delle aziende e a contenere i costi.
Non mancano misure per le imprese colpite da fitopatie ed epizoozie, interventi per contrastare la Peste suina africana e disposizioni finalizzate a semplificare alcuni procedimenti amministrativi. Previsti anche strumenti per rafforzare la tracciabilità dei prodotti agroalimentari e contrastare le pratiche commerciali sleali.
Per il mondo agricolo marchigiano, dunque, ColtivaItalia rappresenta un pacchetto di interventi che tocca diversi comparti produttivi e apre nuove possibilità di investimento. Resta tuttavia fondamentale capire in che modo le risorse verranno distribuite, quali saranno i requisiti per accedere ai finanziamenti e quali tempi saranno necessari per rendere operative le misure.
La partita si sposta ora sui decreti attuativi. Sarà proprio dalla loro tempestiva pubblicazione e dalla capacità di tradurre gli stanziamenti in opportunità concrete che si misurerà l’efficacia del provvedimento. Per le imprese agricole marchigiane la sfida sarà riuscire a intercettare le risorse, investire nell’innovazione e rafforzare filiere che rappresentano una componente essenziale dell’economia regionale.








