L’avvio in Consiglio dei Ministri del procedimento di approvazione del decreto legislativo attuativo della legge delega 4 luglio 2024, n. 102 segna un passaggio cruciale per il settore florovivaistico italiano. Si tratta del primo passo concreto verso la costruzione di una vera e propria legge quadro nazionale, da tempo invocata dagli operatori della filiera e oggi considerata strategica per rafforzarne identità, competitività e riconoscimento.
La legge delega: obiettivi e contenuti
La legge n. 102/2024 affida al Governo il compito di adottare, entro 24 mesi dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per costruire un quadro normativo organico del florovivaismo. L’obiettivo è superare la frammentazione normativa che ha storicamente caratterizzato il comparto, intervenendo su più livelli:
- definizione della filiera: la legge include non solo le attività agricole, ma anche quelle industriali e di servizio collegate alla produzione;
- inquadramento giuridico dell’attività florovivaistica, coerente con la disciplina dell’impresa agricola;
- programmazione strategica, attraverso l’introduzione di un Piano nazionale di settore con cadenza periodica;
- coordinamento nazionale, anche tramite strutture dedicate presso il Ministero dell’Agricoltura;
- raccolta dati e monitoraggio, con sistemi statistici annuali per produzione e prezzi;
- sostegno all’aggregazione, favorendo organizzazioni di produttori e contratti di coltivazione;
Nel complesso, la delega punta a valorizzare l’intera filiera – dalla produzione vivaistica alla gestione del verde e del patrimonio forestale – riconoscendone il ruolo economico, ambientale e sociale.
Il significato del decreto attuativo
Il decreto attuativo in corso di definizione rappresenta dunque lo strumento operativo attraverso cui tradurre questi principi in norme concrete. Per le organizzazioni di settore, si tratta di un passaggio decisivo per:
- dare certezza giuridica agli operatori;
- rafforzare la competitività delle imprese;
- sostenere la transizione ecologica, valorizzando il ruolo del verde urbano e della filiera boschiva;
- promuovere il settore anche a livello internazionale.
Marche, un distretto in crescita
In questo contesto nazionale si inserisce il Distretto florovivaistico delle Marche, recentemente riconosciuto dalla Regione e considerato un esempio significativo di organizzazione territoriale della filiera.
I numeri ne evidenziano il peso economico e produttivo:
- circa 130 aziende aderenti;
- 500 addetti complessivi;
- un fatturato superiore ai 30 milioni di euro.
Si tratta di un sistema produttivo concentrato soprattutto nell’area meridionale della regione- con Grottammare punto di riferimento – caratterizzato da una forte integrazione tra imprese agricole, attività di trasformazione e servizi collegati. Il distretto rientra nella tipologia dei distretti delle PMI e si configura come uno strumento di governance territoriale, volto a coordinare sviluppo economico, promozione e innovazione.
La sua nascita risponde anche ai requisiti previsti per i distretti specializzati: concentrazione di imprese, numero minimo di addetti, presenza di attività complementari e un significativo volume d’affari complessivo.
Per le Marche, dunque, l’arrivo del decreto attuativo in questa fase appare particolarmente rilevante. Il distretto, ancora in fase di consolidamento, potrebbe infatti beneficiare delle nuove disposizioni in termini di:
- accesso a strumenti di programmazione nazionale;
- rafforzamento delle aggregazioni tra produttori;
- maggiore visibilità e riconoscimento istituzionale;
- sviluppo di politiche integrate tra agricoltura, ambiente e territorio.
In questo senso, la riforma nazionale e l’esperienza marchigiana si intrecciano: da un lato, la legge delega crea le condizioni per una governance moderna del settore; dall’altro, il distretto rappresenta un laboratorio concreto in cui tali politiche possono trovare applicazione.









