Vendemmia 2026, Velenosi: «Il clima sarà decisivo per le uve rosse»

Dopo un avvio favorevole, grandine e caldo estremo complicano l’annata. Buoni i primi riscontri sulle basi spumante, ma resta l’incognita delle uve tardive.
Attualità
di Veronique Angeletti
Angela Velenosi

Alla guida di una realtà che gestisce oltre 150 ettari di vigneto tra Marche e Abruzzo, Angela Velenosi come sarà la vendemmia 2026?
«Fino a luglio, come il film, avrei detto un’ottima annata: un inverno piovoso, utile a creare una buona riserva idrica, seguito da una primavera arrivata tardi ma accompagnata da piogge prolungate. In quella fase lo sviluppo vegetativo è stato positivo e l’allegagione abbondante, sempre in equilibrio con le rese. Anche luglio, tutto sommato, si era mantenuto abbastanza favorevole, con caldo alternato a piogge».

E poi?
«La situazione è cambiata. Prima la grandine. Nel nostro caso, però, siamo riusciti a contenere i danni abbastanza bene: sono stati colpiti circa due ettari e solo il 30% della produzione in quelle parcelle è stato danneggiato. Adesso queste temperature estreme».

Come impatta?
«In questo momento, il caldo sta facendo soffrire i vigneti e questa sofferenza si vede chiaramente soprattutto nelle varietà più esposte e in quelle più tardive, come Cabernet, Sangiovese e Montepulciano, ancora in una fase in cui la colorazione non è completa e devono ultimare il loro ciclo di maturazione».

Ci sono rimedi?
«Abbiamo effettuato trattamenti specifici per proteggere la pellicola esterna degli acini e limitare gli effetti delle alte temperature. Sono interventi utili, ma non risolutivi, perché molto dipenderà da quanto durerà questa fase di stress e da come le piante riusciranno a reagire. Siamo preoccupati per l’uva rossa a maturazione tra fine settembre e ottobre. È la parte della produzione che oggi soffre di più, perché ha ancora davanti il periodo più delicato se il caldo dovesse continuare fino alla fine di agosto».

In conclusione?
«Abbiamo già iniziato la raccolta delle uve destinate alle basi spumante e, al momento, i risultati sono molto incoraggianti: le uve sono sane, con un buon equilibrio tra acidità e zuccheri e parametri qualitativi ottimali. Per il resto della vendemmia sarà determinante l’andamento climatico delle prossime settimane. Questa annata conferma ancora una volta che la viticoltura deve confrontarsi con eventi climatici sempre più estremi e imprevedibili. Per questo oggi servono competenza, capacità di adattamento e decisioni rapide, perché ogni vendemmia è sempre meno uguale alla precedente.»

Tags: in evidenza, uve, velenosi, vigneto, vino

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