Come previsto nei giorni scorsi una furiosa ondata di maltempo si è abbattuta sulla fascia costiera e sulle aree collinari centro-meridionali delle Marche, lasciando dietro di sé una scia di devastazione che, ora, mette a durissimo rischio il futuro di centinaia di aziende agricole. Un mix fatale di grandine di eccezionali dimensioni, piogge battenti e raffiche di vento ha colpito al cuore le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, risparmiando solo in parte le zone più a nord della regione ed alcune aree dell’entroterra.

Dalle colline di Ripatransone, Ortezzano e Monteprandone fino ai territori costieri e dell’immediato entroterra come Civitanova Marche, Recanati e l’intera Val d’Aso, il paesaggio rurale appare sfigurato. Vigneti, frutteti, coltivazioni orticole, campi di girasole e colture portaseme sono stati letteralmente falcidiate.
Le prime stime effettuate sul campo delineano un quadro drammatico. Nelle aree colpite si registrano perdite che superano costantemente il 50% della produzione, con picchi che in diversi impianti – specialmente nel territorio di Ripatransone e nei frutteti della Val d’Aso – sfiorano o raggiungono il 100% di distruzione.
Particolarmente colpita la frutticoltura: per le varietà medio-tardive di pesche e per le prime raccolte di mele e pere, il raccolto è stato cancellato in pochi minuti. In molti casi, gli agricoltori prevedono che nei prossimi giorni o settimane sarà persino inutile entrare in campo per procedere con le operazioni di raccolta.

Ai danni diretti ai frutti e alle piante si aggiungono quelli alle strutture: molte le rimesse agricole e le serre che hanno subito il danneggiamento o lo sventramento delle coperture, mentre interi impianti fotovoltaici sono stati distrutti dalla furia della grandine. Anche le strutture di protezione con le reti hanno potuto ben poco di fronte al peso di una tale granditata che ha divelto pali, tralicci e tiranti.
Sulla gravità della situazione e sulle prospettive per il comparto è intervenuto Mauro Acciarri, presidente di Confagricoltura Ascoli e Fermo, nonché produttore frutticolo attivo in prima persona nella Val d’Aso:

“La situazione è veramente grave con interi Comuni dove la produzione agricola della stagione è ormai irrimediabilmente compromessa, con danni sugli impianti e sulle piante che avranno effetti anche per gli anni futuri. Ortezzano, Carassai, Monte Vidon Combatte, Ripatransone e Petritoli le aree maggiormente colpite ma non solo. Interi frutteti di pesce e pere completamente defogliati e distrutti, ettari ed ettari di girasole rasi al suolo, vitigni con produzione azzerata. evidenzia il presidente Acciarri che sottolinea anche l’impossibilità sull’immediato di dare una stima precisa dei danni.

Il tessuto imprenditoriale della zona è molto variegato sia con piccole realtà a conduzione familiare sia con aziende di dimensioni importanti. Ci sono realtà che hanno subito danni da centinaia di miglia di euro, contesti in cui gli investimenti di una vita sono stati spazzati via in pochi minuti. Chiediamo che l’attenzione delle istituzioni sia massima, non si tratta di una semplice ondata di maltempo, ma di una vera e propria catastrofe in grado di mettere in ginocchio l’intero settore per anni.”

Mentre imprenditori agricoli e tecnici proseguono con la ricognizione sul territorio per quantificare con precisione l’ammontare dei danni economico-produttivi e strutturali, sale anche la preoccupazione per quelle che saranno le ricadute economiche della questione. Nelle prossime ore si attende l’avvio formale dell’iter per la richiesta dello stato di calamità naturale alla Regione Marche e al Ministero, strumento indispensabile per attivare ristori e sospensioni contributive capaci di dare ossigeno a un settore già provato dai rincari e dalle criticità climatiche degli ultimi anni.









