Sostegno alle aziende agricole sul 50% dei rincari dei fertilizzanti

Oltre 136 milioni di euro stanziati dal Governo, accredito diretto senza presentazione delle domande, positiva ricadute sulle principali colture marchigiane
Economia

Il conto del caro fertilizzanti arriva direttamente nei bilanci delle aziende agricole e, per il comparto marchigiano, il nuovo intervento annunciato dal Ministero dell’Agricoltura rappresenta una misura da tenere sotto osservazione. Il 16 settembre il Masaf ha dato il via libera al decreto che attua le misure straordinarie previste dall’Unione europea per sostenere le imprese agricole colpite dall’aumento dei costi di produzione legato alla crisi internazionale in Medio Oriente. La dotazione complessiva supera i 136 milioni di euro: oltre 45 milioni arrivano dalla Riserva agricola europea, mentre altri 91 milioni sono messi a disposizione con risorse nazionali.

L’obiettivo è compensare il 50% degli aumenti registrati nei costi dei fertilizzanti per le colture che hanno risentito maggiormente dell’impennata dei prezzi e che presentano un elevato fabbisogno di concimi. Non si tratta quindi di un rimborso generalizzato pari alla metà di tutta la spesa sostenuta per i fertilizzanti, ma di una compensazione riferita all’incremento dei costi riconosciuto nell’ambito della misura e secondo i criteri che saranno applicati al calcolo degli aiuti.

Quali produzioni sono interessate

Il provvedimento individua innanzitutto alcune delle produzioni maggiormente esposte al rincaro degli input. Nell’elenco comunicato dal Ministero figurano il comparto cerealicolo, grano, riso, mais, olio, nocciolo, barbabietola da zucchero e colza, oltre alle altre colture caratterizzate da un significativo fabbisogno di fertilizzanti.

Per le Marche il riferimento è particolarmente significativo. La misura può infatti interessare una parte importante delle aziende che operano nella cerealicoltura, con particolare attenzione alle produzioni del grano, ma anche realtà impegnate nelle colture oleaginose come il girasole e nelle altre produzioni agricole che rientreranno nei criteri definiti dal decreto.

La platea nazionale è molto ampia: il Masaf stima oltre 547 mila agricoltori beneficiari. Saranno quindi le modalità di individuazione delle superfici e delle colture ammissibili a determinare, per ciascuna azienda, l’entità effettiva del sostegno.

Nessuna nuova domanda da presentare

È questo uno degli aspetti più rilevanti per le imprese. Il Ministero ha chiarito che l’intervento sarà erogato senza ulteriori adempimenti burocratici, attraverso l’accredito diretto delle risorse sui conti dei beneficiari. In altre parole, le aziende non dovrebbero essere chiamate a presentare una specifica domanda per ottenere il contributo.

Per gli agricoltori marchigiani questo significa, sul piano operativo, che non dovrebbe essere necessario aprire un nuovo procedimento amministrativo regionale. L’erogazione rientra infatti nell’impianto nazionale della misura e dovrà essere attuata attraverso i soggetti preposti ai pagamenti agricoli.

Resta però fondamentale attendere le disposizioni operative, perché saranno queste a chiarire nel dettaglio i criteri di calcolo, le colture effettivamente ammesse, gli eventuali parametri applicati alle superfici e le modalità con cui verrà determinato l’importo spettante a ciascuna impresa.

I tempi: decreto approvato, ora le procedure operative

Sul fronte delle tempistiche, il passaggio decisivo è arrivato con l’approvazione del decreto il 16 settembre. Non è stata ancora comunicata una data precisa per gli accrediti. Il provvedimento dovrà ora tradursi nelle necessarie procedure operative per consentire l’individuazione dei beneficiari e la successiva liquidazione delle somme.

Per le aziende marchigiane, dunque, il dato da tenere presente è duplice: da un lato non è necessario, allo stato delle informazioni disponibili, presentare una nuova richiesta; dall’altro, l’effettiva disponibilità delle somme sul conto aziendale dipenderà dai tempi di attuazione amministrativa della misura.

Sarà quindi importante seguire le comunicazioni del Masaf e degli organismi pagatori, oltre agli aggiornamenti che potranno arrivare attraverso i Centri di assistenza agricola e le organizzazioni professionali.

Una misura che si aggiunge agli interventi già adottati

Il nuovo stanziamento arriva dopo gli interventi messi in campo nei mesi scorsi per fronteggiare l’aumento dei costi degli input agricoli. A maggio, il Governo aveva previsto un credito d’imposta del 30% per l’acquisto di fertilizzanti effettuato nei mesi di marzo, aprile e maggio, con una dotazione di 40 milioni di euro. La misura era stata inserita in un pacchetto più ampio che comprendeva anche un credito d’imposta sul gasolio agricolo.

Il nuovo intervento è però costruito con una logica differente: non richiede una nuova domanda da parte dell’agricoltore e punta a compensare il 50% dell’incremento dei costi dei fertilizzanti per le colture individuate come maggiormente interessate. Per le imprese marchigiane sarà quindi importante distinguere le diverse misure e verificare, con il proprio Caa o consulente, quali interventi siano già stati utilizzati e quali invece possano tradursi in ulteriori risorse.

 

Tags: costi di produzione, fertilizzanti, in evidenza

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