” Contordine Consorziati…. la Regione, degli aumenti, non ne sapeva nulla!” È questo, in maniera estremamente semplificata, il concetto emerso nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Regionale delle Marche durante la quale, a seguito di una nuova interrogazione del consigliere Giacomo Rossi, l’assessorato ha risposto ciò che, nei fatti, era già noto a tutti gli addetti ai lavori.

Gli aumenti delle tariffe irrigue e della c.d. “Tassa di Bonifica” sono stati stabiliti in piena autonomia dal Consorzio stesso senza alcun coinvolgimento né dell’Assessore né della Direzione Agricoltura. Viene a crollare dunque il castello di giustificazioni costruito, la scorsa estate, dalla governance del Consorzio di Bonifica per giustificare gli aumenti mostruosi imposti agli agricoltori della Val Musone e non solo.
Causa scatenante dell’interrogazione un’intervista rilasciata dalla presidente Gironi lo scorso agosto ad una televisione locale (e ripresa proprio da Marche Agricole) nella quale spiegava come alla base delle nuove tariffe vi fosse anche una precisa indicazione della Regione per evitare situazioni di squilibrio fra i vari comprensori ed uniformare – paurosamente verso l’alto- le quote versate. Una sorta di scaricabarile, già di per sé poco credibile, rinviato al mittente proprio dallo stesso assessore Enrico Rossi che, nella pur stringata risposta data in aula, ha ribadito che la sua struttura non solo non ha dato alcun indirizzo ma non sapeva nemmeno nulla degli aumenti.
Una scelta, quindi, la cui responsabilità politica ed istituzionale ricade interamente sul cda del Consorzio di Bonifica i cui consiglieri, ad eccezione di qualche astenuto, hanno liberamente e legittimamente deliberato l’aumento. Scelta lecita, sul piano formale, ma tragicamente iniqua per le centinaia di aziende agricole che si sono viste più che raddoppiare l’obolo dovuto all’ente.
L’ennesima pagina tragicomica (nella quale ora si inserirebbero anche le “dichiarazioni mendaci della Presidente” queste le testuali parole del consigliere Giacomo Rossi) adottata con scelte unilaterali da parte di un ente sul quale, come ha ricordato lo stesso Rossi, la Regione Marche sarebbe ora che iniziasse ad esercitare quel ruolo di controllo che la legge gli affida ma che certo consociativismo politico continua ad ostacolare.









