Agroalimentare Marche: cresce l’export, ma bilancia in negativo

Fuori confine prodotti regionali per oltre 630 milioni di euro, ma ne importiamo per 776 milioni. Germania e Spagna primi mercati, a ruota gli Stati Uniti
Economia

Nel corso del 2025, il settore agroalimentare delle Marche ha registrato un incremento delle esportazioni pari a 630,7 milioni di euro, segnando un +7% rispetto al 2024. Tuttavia, la crescita delle importazioni è stata nettamente superiore (+22%), attestandosi a 776,5 milioni di euro e portando il saldo commerciale regionale a un deficit di 145,8 milioni di euro.

I dati emergono dal Rapporto sul commercio estero 2025 del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), un’analisi annuale dedicata all’andamento delle esportazioni italiane di cibo e bevande a livello regionale ripresa puntualmente dal giornalista marchigiano Danilo Monterubbianesi.

La posizione delle Marche nel panorama nazionale

Con il 15° posto su 20 e una quota che rappresenta meno dell’1% del totale nazionale, la Regione non occupa le prime posizioni nelle esportazioni alimentari d’Italia. Il nodo centrale evidenziato dal rapporto riguarda la bilancia commerciale: le Marche acquistano dall’estero più di quanto riescano a vendere, e il passivo registrato nel 2025 risulta più ampio rispetto all’anno precedente.

I settori trainanti: trasformati, primario e bevande

L’analisi economica suddivide l’export regionale in tre macro-categorie:

  • prodotti lavorati e trasformati: rappresentano il comparto di maggior valore con 429,6 milioni di euro e una crescita del 5,2%;
  • settore primario (prodotti agricoli non lavorati come frutta, verdura e pesce fresco): vale 123,5 milioni di euro, ma registra l’incremento percentuale più alto, sfiorando il +9%;
  • bevande: valgono 67,2 milioni di euro (con un modesto aumento del 2%) e costituiscono l’unico settore in attivo per la regione. A fronte di importazioni di appena 18,4 milioni, il saldo netto positivo si attesta a circa 49 milioni di euro.

I prodotti protagonisti: dal pesce al caffè

All’interno dell’export spicca il pesce fresco o refrigerato, che copre il 6,3% di tutte le vendite estere regionali con un incremento vicino al 10% (crescono anche crostacei e molluschi freschi del 6,7%). Tra i trasformati si segnala il boom del caffè torrefatto (+13%), a fronte di una flessione del settore panetteria (-4,8%).

Sul fronte delle importazioni, guidano la classifica i pesci lavorati (quasi il 19% del totale importato, in crescita di quasi il 30%) e il caffè non tostato, impennatosi di quasi il 69% per soddisfare la domanda delle aziende locali.

Mercati esteri: Germania in testa

La Germania si conferma il primo mercato di sbocco per l’agroalimentare marchigiano, assorbendo il 13,4% delle spedizioni regionali. Subito dietro c’è la Spagna, che rappresenta il 12,9% dell’export con una crescita superiore al 20%.

Gli Stati Uniti si collocano al terzo posto con una quota del 7,3%, ma segnano una flessione di quasi il 5% a causa dei dazi imposti dall’amministrazione Trump, entrati pienamente in vigore nella seconda metà del 2025. In controtendenza figurano proprio le bevande: le Marche rientrano infatti tra le poche regioni italiane (insieme a Liguria e Puglia) a registrare un aumento delle vendite negli Stati Uniti, un risultato trainato in particolare dai vini bianchi DOP.

Tags: Agroalimentare, export, importazioni, in evidenza

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