Verdicchio dei Castelli di Jesi: via libera al blocco delle eccedenze

La Regione approva lo stoccaggio temporaneo per la vendemmia 2026: restrizioni sui volumi eccedenti per tutelare il valore del celebre vino marchigiano
Economia

La Giunta regionale delle Marche ha ufficialmente approvato – con la delibera n. 1260 del 6 ottobre 2026 – l’attivazione dello stoccaggio dei mosti e dei vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC) “Verdicchio dei Castelli di Jesi” relativi alla campagna vendemmiale 2026. Il provvedimento, richiesto dall’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT) e condiviso all’unanimità dai produttori, nasce dalla necessità di fronteggiare il divario tra la domanda di mercato e l’incremento delle giacenze registrato nei mesi scorsi.

Le modalità di applicazione dello stoccaggio

Le disposizioni si applicano su base aziendale e riguardano tutte le tipologie della DOC (compresi Classico, Spumante e Passito) la cui resa produttiva superi la soglia stabilita:

  • fino a 110 quintali di uva per ettaro: non viene applicata alcuna misura di stoccaggio;
  • tra 110 e 140 quintali per ettaro (circa 77-98 ettolitri di vino/ha): scatta il blocco obbligatorio per la quantità eccedente, fino a un massimo di 21 ettolitri per ettaro.

Il quantitativo sottoposto a stoccaggio non potrà essere certificato né commercializzato prima del 30 giugno 2027, data fissata come termine del blocco (salvo eventuali sblocchi anticipati o proroghe legati all’andamento del mercato).

Flessibilità e riclassificazione per le aziende

Il testo normativo e il relativo allegato prevedono importanti margini di flessibilità per i viticoltori e le cantine:

  • riclassificazione: il prodotto bloccato può essere convertito in qualsiasi momento – previa richiesta all’Organo di Controllo – in vino a DOC Esino Bianco, IGT Marche o vino senza DO/IG, perdendo il vincolo e tornando liberamente utilizzabile sul mercato;
  • spostamenti in sicurezza: per comprovate esigenze di capienza o lavorazione, il vino “bloccato” può essere trasferito in conto deposito o lavorazione presso un altro stabilimento situato all’interno della zona di produzione, mantenendo tuttavia lo status di blocco.

Obiettivi economici e tutela della denominazione

L’intervento si è reso indispensabile alla luce dei dati analizzati nella relazione tecnica: a fronte di una produzione 2025 di circa 140.000 ettolitri e di giacenze al 30 giugno 2026 salite a 127.703 ettolitri (+33.000 rispetto all’anno precedente) a fronte di consumi stabili intorno ai 90.000 ettolitri annui, la misura prudenziale punta a evitare il deprezzamento del prodotto di eccellenza causato da un’offerta eccessiva sui canali distributivi più economici.

L’istanza del Consorzio IMT, supportata dai verbali assembleari e dall’approvazione formale delle organizzazioni di categoria, è stata trasmessa agli organi di controllo competenti, tra cui l’ICQRF Emilia Romagna e Marche e Agea Coordinamento.

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