Droni pronti a volare sopra l’agricoltura marchigiana

Primo confronto tra tecnici, associazioni e Regione: un'opportunità tecnologica che unisce pubblico e privato
Attualità
di Francesco Cherubini

L’agricoltura marchigiana, caratterizzata da una frammentazione fondiaria, è pronta all’utilizzo dei droni al pari di altri territori dove vi sono singole proprietà di centinaia e centinaia di ettari? La risposta alla domanda è sì, ma con alcune opportune postille. È quanto emerso dall’interessante confronto andato in scena al Consorzio Agrario Terre di Mezzo tra operatori agricoli, tecnici e amministratori regionali su iniziativa di Confagricoltura Marche e Agci Marche.

Un incontro dove l’agronomo Marco Fiorentini e il docente all’università di Camerino Attilio de Cosmo hanno illustrato l’efficacia dei droni sia nell’agricoltura di precisione con esempi su cereali, grano duro e ortaggi, sia nei sistemi zootecnici estensivi, trovando poi nel direttore della scuola droni Hito Stefano Romagnoli l’interlocutore in grado di illustrare le normative di riferimento e le modalità di avvicinarsi a tale strumentazione.

In tutti la conferma che oggi i droni rappresentano un prezioso supporto per l’imprenditore agricolo sia per la capacità di mappare con sensori e telecamere i terreni valutando stato vegetativo, presenza di fitopatie, stress idrico e tanto altro ancora, sia per la possibilità di irrorare concimi, fertilizzanti e quei fitofarmaci consentiti.

“Il mondo agricolo e quello cooperativo in particolare – ha sottolineato il presidente di Agci, Antonio Gitto – vanno sostenuti nell’avviare processi che possano da una lato garantire una riduzione dei costi e dall’altro ottenere un miglioramento della produzione, nell’obiettivo condiviso di una equa redistribuzione del reddito tra tutti gli anelli della filiera. E la tecnologia dei droni va in tal senso, per questo è importante il dialogo con la parte pubblica per individuare soluzioni condivise”.

La parola a Enrico Rossi

“La Regione – ha chiarito il vicepresidente e assessore all’agricoltura Enrico Rossi – è certamente pronta a raccogliere questa sfida se tale richiesta viene effettivamente sostenuta dal mondo agricolo. Ma deve essere chiaro un concetto: non siamo disponibili ad investire in tecnologie innovative, né sarebbe corretto, solo per il raggiungimento del target di spesa. Ad interventi simili debbono corrispondere effettivi miglioramenti di processo delle imprese. Dunque se mi chiedete se la Regione può orientare nella prossima programmazione risorse del complemento di sviluppo rurale in servizi innovativi alle imprese, la risposta è certamente affermativa, ma proporzionale a quanto le nostre aziende siano predisposte ad investire in essa”.

Aspetto questo condiviso dal presidente di Confagricoltura Marche Federico Castellucci che ha aggiunto: “Corretto che siano le aziende agricole interessate a dover fare aggregazione e prendere l’impegno all’utilizzo del drone, magari avvalendosi di un contoterzista che effettua l’investimento. Se la spinta viene dal settore primario, insieme alla parte pubblica si può realizzare qualcosa di concreto”.

L’intervento di Tiziano Consoli

Sull’opportunità dell’utilizzo dei droni anche sotto il profilo ambientale è intervenuto l’assessore regionale Tiziano Consoli, sottolineando come tale strumentazione sia oggi in grado di permettere mappature significative specialmente per la prevenzione del rischio idrogeologico, rimarcando anche il concetto delle nuove figure professionali che tali tecnologie possono introdurre nel settore primario.

Un incontro, in definitiva, che ha aperto un interessante fronte di discussione che richiederà certamente approfondimenti ma che può davvero essere da apripista per una vera innovazione per l’agricoltura marchigiana.

 

Tags: agci, confagricoltura, Consorzio Agrario Terre di Mezzo, droni, in evidenza

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