Ufficialmente aperta la procedura per la presentazione delle domande relative al Contributo Filiera Grano Duro per l’anno 2026. La misura è specificamente rivolta a tutte le imprese agricole che si dedicano alla coltivazione del grano duro all’interno di contratti di filiera formali e strutturati.
L’agevolazione economica prevede l’erogazione di un contributo pari a 100 euro per singolo ettaro coltivato, fino a raggiungere un tetto massimo di 50 ettari per ogni azienda richiedente. Trattandosi di un intervento legato a un plafond complessivo, qualora le richieste dovessero eccedere le risorse finanziarie effettivamente stanziate, l’AGEA procederà all’applicazione di una riduzione proporzionale su tutti gli importi spettanti. L’aiuto è concesso sotto il regime europeo del “de minimis” agricolo, il che comporta un tetto massimo percepibile di 50.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, conteggiando anche eventuali altri sostegni della medesima natura già ottenuti dall’impresa.

Per accedere al beneficio sono richiesti requisiti legati alla tracciabilità e alla programmazione colturale. Le imprese agricole idonee devono aver sottoscritto un contratto di filiera di durata almeno triennale, siglato dalle parti entro il termine stabilito del 31 dicembre 2025. Tale accordo può essere stato stipulato in forma diretta oppure per il tramite di cooperative, consorzi agrari o Organizzazioni di Produttori riconosciute. Nel caso in cui l’accordo sia mediato da queste ultime realtà aggregative, i produttori dovranno obbligatoriamente allegare l’impegno o il contratto di coltivazione specifico tra il socio e l’ente, unitamente all’eventuale dichiarazione sostitutiva di atto notorio prevista dalle disposizioni dell’organismo pagatore.
La trasparenza della documentazione rappresenta un elemento fondamentale per l’accoglimento dell’istanza. All’interno dei contratti di filiera non saranno tollerate diciture generiche o fumose come “grano duro” o “mix proteico”, ma andranno indicate con assoluta precisione la superficie destinata al raccolto 2026, le specifiche varietà coltivate, l’adozione di sementi rigorosamente certificate e l’applicazione di buone pratiche colturali orientate all’innalzamento degli standard qualitativi del prodotto. I documenti dovranno presentarsi completi in ogni parte, datati e firmati da tutti i soggetti coinvolti.
Altrettanto rigorosi sono i criteri legati all’impiego delle sementi certificate, la cui tracciabilità deve essere comprovata allegando alla domanda le relative fatture d’acquisto. Questi documenti fiscali dovranno evidenziare chiaramente sia la categoria della semente sia il numero identificativo del lotto. I parametri ministeriali impongono quantitativi minimi di semina ben precisi, fissati in 150 chilogrammi per ettaro per quanto riguarda le varietà ordinarie, e ridotti a 130 chilogrammi per ettaro per la storica varietà Senatore Cappelli. Resta inteso che la quantità complessiva acquistata dovrà risultare pienamente coerente con la superficie agraria dichiarata.

Dal punto di vista amministrativo, la richiesta di questo contributo è del tutto autonoma e distinta rispetto alla classica domanda PAC. Il termine ultimo per l’invio telematico è stato fissato per il 15 settembre 2026. Prima di procedere con la formale stesura della domanda, gli agricoltori dovranno assicurarsi che il proprio fascicolo aziendale grafico risulti perfettamente allineato e aggiornato con le superfici, le varietà e le colture reali relative alla campagna agraria 2025/2026.
Tutti i produttori interessati a non perdere questa opportunità economica sono invitati a raccogliere la documentazione necessaria, che comprende il contratto di filiera o l’impegno di coltivazione firmato, le fatture delle sementi, l’Allegato A relativo alla dichiarazione sostitutiva di atto notorio e il fascicolo aziendale aggiornato.
Il CAA Confagricoltura di Ancona da parte sua comunica che, per la verifica dei requisiti e la trasmissione della pratica, è possibile mettersi in contatto con i consueti canali email all’indirizzo tecnico@anconaconfagricoltura.it per concordare tempestivamente un appuntamento in sede.









