Inps, contributi agricoli 2026: importi, scadenze e tabelle

Ecco quanto dovuto da coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali. Le cifre variano in base a categoria, età del contribuente e ubicazione dei terreni
Economia

L’Inps ha pubblicando la Circolare n. 67/2026, documento ufficiale che fissa gli importi dei contributi previdenziali obbligatori dovuti per l’anno in corso da coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali.

Le cifre definitive risentono dei consueti adeguamenti all’inflazione e variano sensibilmente in base a tre fattori chiave: la categoria di appartenenza, l’età del contribuente e l’ubicazione geografica dei terreni (con agevolazioni per le aree montane o svantaggiate).

Le scadenze: calendario in quattro rate

Per il pagamento della contribuzione 2026 bisognerà utilizzare il modello F24. L’Istituto ha confermato la consueta ripartizione in quattro rate, a cavallo tra l’anno in corso e l’inizio del prossimo. Ecco il calendario da segnare in agenda:

  • 1ª rata: 16 luglio 2026
  • 2ª rata: 16 settembre 2026
  • 3ª rata: 16 novembre 2026
  • 4ª rata: 18 gennaio 2027 (slittata di due giorni rispetto alla scadenza naturale del 16 che cade di sabato)

Gli importi: il riepilogo per fasce di reddito

I valori complessivi indicati dall’INPS includono la quota IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti), l’addizionale, il contributo di maternità e, laddove previsto (per i coltivatori diretti), la quota INAIL contro gli infortuni sul lavoro.

Analizzando la mappa dei costi previdenziali per il 2026, l’esborso complessivo varia in modo netto a seconda della fascia di reddito convenzionale di riferimento (dalla prima alla quarta) e della specificità del lavoratore.

Per i Coltivatori Diretti che operano in zone normali, l’importo annuale parte da un minimo di 3.287,09 euro per la prima fascia, sale a 4.121,50 euro nella seconda e a 4.955,91 euro nella terza, fino a raggiungere i 5.790,33 euro per la quarta fascia. Chi lavora in zone montane o svantaggiate beneficia di uno sconto territoriale: in questo caso le quattro fasce sono fissate, rispettivamente, a 3.087,21 euro, 3.921,62 euro, 4.756,03 euro e 5.590,45 euro.

Il quadro si alleggerisce notevolmente per i Coltivatori Diretti over 65 già pensionati. Se operano in zone normali, i contributi dovuti oscillano tra i 1.972,29 euro della prima fascia e i 3.223,91 euro della quarta (passando per i 2.389,50 euro della seconda e i 2.806,71 euro della terza). Nelle aree montane o svantaggiate, la stessa categoria parte da una quota minima di 1.772,41 euro per la prima fascia, per poi toccare i 2.189,62 euro nella seconda, i 2.606,83 euro nella terza e fermarsi a 3.024,03 euro per la quarta e ultima fascia.

Infine, per quanto riguarda gli Imprenditori Agricoli Professionali (I.A.P.), il regime ordinario prevede una contribuzione di 2.637,09 euro per la prima fascia, 3.471,50 euro per la seconda, 4.305,91 euro per la terza e 5.140,33 euro per la quarta. Anche qui, lo sgravio per gli I.A.P. over 65 pensionati dimezza sensibilmente i costi: si parte da appena 1.322,29 euro nella prima fascia, salendo a 1.739,50 euro nella seconda, 2.156,71 euro nella terza e, infine, 2.573,91 euro per la quarta fascia.

Come pagare e dove trovare i modelli

I modelli F24 per il pagamento saranno resi disponibili dall’INPS all’interno del Cassetto Previdenziale per Agricoltori Autonomi. All’interno del portale, i contribuenti o i loro intermediari (centri di assistenza fiscale e professionisti) potranno scaricare i prospetti di calcolo e i relativi codici delega per procedere al versamento telematico.

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