Costi energetici elevati, concorrenza internazionale, complessità burocratiche, sostenibilità, digitalizzazione e nuove competenze professionali. Per il settore agricolo e agroalimentare la sfida oggi non è soltanto produttiva, ma sempre più strategica e culturale.
Ne è convinta Marianna Velenosi, responsabile marketing strategico presso l’azienda vitivinicola di famiglia, recentemente eletta alla guida del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Ascoli Piceno, che individua nella formazione, nell’internazionalizzazione e nella costruzione di reti territoriali alcune delle priorità del nuovo mandato.
Oggi le sfide sono trasversali
“Oggi le problematiche sono tante”, osserva Velenosi. “Parliamo di sfide trasversali che interessano numerosi settori: dai costi energetici elevati alla transizione digitale con l’ingresso dell’Intelligenza artificiale, fino alle difficoltà strutturali e burocratiche”.
Secondo la neo presidente, uno dei nodi più delicati riguarda la gestione delle regole e dei disciplinari produttivi, soprattutto nei mercati esteri.
“Esistono regolamenti e disciplinari legati al rispetto delle denominazioni che sono giusti e necessari, ma bisogna prendere atto che spesso risultano difficili da spiegare ai mercati internazionali. Ci confrontiamo con produttori di altri Paesi che non hanno gli stessi vincoli”.
Una difficoltà che riguarda in particolare il comparto vitivinicolo, ma non solo. “Nel vino oggi competiamo con Paesi come Argentina, Cile, Australia o Cina, ma dinamiche simili esistono anche nell’ortofrutta o, per fare un altro esempio, nel settore delle farine. Le regole non devono essere viste come un problema, ma trasformate in un elemento di valorizzazione del prodotto e del territorio”.
Valorizzare il Made in Marche

Per Velenosi, la competitività del sistema agricolo italiano passa inevitabilmente dalla capacità di valorizzare il Made in Italy e, soprattutto, le identità territoriali.
“Oggi viviamo una competizione forte con mercati che hanno costi di produzione molto inferiori ai nostri. Se non riusciamo a valorizzare il nostro prodotto diventa difficile sostenere produzioni di qualità più alta. Quando invece valorizziamo il territorio possiamo anche chiedere di più sui mercati”.
Da qui l’importanza di rafforzare il brand Marche anche in chiave internazionale.
“Un brand regionale a volte può essere persino più efficace di quello nazionale, perché riesce a trasmettere autenticità e identità territoriale. Nelle Marche abbiamo eccellenze importanti in tanti settori, ma muoversi da soli comporta costi e competenze molto impegnative”.
Secondo l’imprenditrice, fare rete diventa quindi fondamentale: “è essenziale collaborare con istituzioni, filiere e operatori del turismo. Lo vediamo anche con i nostri clienti: quando vengono nelle Marche se ne innamorano e cercano autenticità, vogliono conoscere il territorio”.
Creare una “nuova voglia di stare insieme”
Sul tema della rete tra imprese, Velenosi riconosce che negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti, ma ritiene che il sistema debba ancora crescere: “qualcosa è stato fatto e ci sono casi eccellenti, ma non basta. Va costruita una nuova voglia di stare insieme e questo compito spetta soprattutto ai giovani, che non hanno i retaggi del passato e possono creare una nuova comunità di imprenditori”.
Un cambio di approccio che riguarda anche il ruolo stesso dell’agricoltore: “il settore è profondamente cambiato. Fare agricoltura oggi non significa più avere soltanto competenze agronomiche. Servono competenze manageriali, digitali, trasversali, conoscenze in sostenibilità e capacità organizzative. Si richiede professionalità”.
Per questo motivo la formazione rappresenterà uno dei pilastri del suo mandato.
Formazione, giovani e internazionalizzazione
“La formazione sarà un punto cardine del programma”, spiega Velenosi. “Sia all’interno dell’associazione sia all’esterno, nelle scuole e nelle università. Dobbiamo investire anche sulla formazione digitale e far comprendere ai giovani le opportunità che il territorio può offrire”.
L’obiettivo è contrastare la fuga di competenze e talenti dal territorio marchigiano: “dobbiamo impedire la fuga di talenti. O meglio: valorizzare le esperienze all’estero e gli scambi internazionali,

ma fare in modo che queste esperienze possano poi tornare sul territorio e arricchirlo”.
Un’esperienza che la stessa Velenosi ha vissuto personalmente.
“Io per prima ho trascorso anni all’estero, ma poi ho deciso di tornare. E quando sono rientrata mi sono resa conto che qui esistono realtà estremamente interessanti che nemmeno conoscevo”. Nel programma della nuova presidenza rientra anche il rafforzamento del progetto sull’internazionalizzazione già avviato durante la presidenza di Pietro Straccia. “L’idea – continua – è quella di creare occasioni di confronto con esperienze e dinamiche internazionali che possano essere portate sul territorio per trasformare e rafforzare la nostra identità imprenditoriale”.
L’agricoltura, un mestiere per giovani
Secondo Velenosi, il futuro dell’agricoltura dipenderà dalla capacità del settore di attrarre nuove generazioni attraverso professionalità, innovazione e visione strategica.
“Penso che quello dell’agricoltore sia un mestiere per giovani, ma dobbiamo prendere atto che l’agricoltura non è più quella del passato. Oggi è una scelta che richiede competenze, consapevolezza, capacità di fare rete e una preparazione sempre più ampia”. E conclude: “Il nostro territorio ha tutte le potenzialità per dare opportunità concrete a tante nuove realtà imprenditoriali”.









