Il destino di Terre Cortesi Moncaro è ormai tracciato. Dopo mesi di incertezza e amministrazione straordinaria, la procedura di vendita della più grande cooperativa vitivinicola delle Marche entra nella sua fase cruciale. Sebbene manchi ancora l’ufficialità sulla data, le indiscrezioni puntano verso i primi giorni di marzo per l’apertura delle buste.
I numeri dell’operazione
Il prezzo base fissato per l’intero gruppo è di 13.028.190 euro. Una cifra che emerge dalle perizie tecniche firmate dalla commercialista Simonetta Romagnoli e dall’agronomo Giovanni Cimarelli, consegnate al commissario governativo nominato dal Mimit, Gian Paolo Cocconi.
Il perimetro della vendita è vasto e comprende il cuore produttivo del brand:
-
Sedi e Cantine: Montecarotto (valutata 6,5 milioni, inclusi ristorante e bottaia), Acquaviva Picena (2,3 milioni) e Camerano (1,2 milioni).
-
Asset Fondiari: I poderi di Castelplanio, Rosora e Poggio San Marcello, che tra vigneti e immobili valgono complessivamente circa 2,8 milioni di euro.
-
Il Brand: Un portafoglio di 52 marchi protetti a livello globale (dall’UE alla Cina, fino agli USA), asset strategico curato da Innova Partners.
Un asset che scotta: l’interesse dei mercati
La valutazione sta già animando i tavoli della finanza agricola. Si rincorrono voci di cordate nazionali e internazionali pronte a contendersi i vari rami d’azienda. L’interesse è frammentato: c’è chi punta alla capacità di imbottigliamento dei siti industriali e chi, invece, mira esclusivamente al prestigio dei vigneti e della rete commerciale estera.
“Il commissario Cocconi ha lavorato per garantire la continuità operativa: oggi Moncaro non è un’azienda ferma, ma una realtà che ha ripreso a dialogare con la GDO e con i mercati esteri.”
Segnali di rilancio: il “colpo” svedese
Nonostante la procedura concorsuale, la cooperativa ha dato prova di vitalità. Il dato più significativo arriva dal Nord Europa: Moncaro si è aggiudicata una commessa del monopolio statale svedese per la fornitura di Rosso Piceno biologico in 376 punti vendita a partire da giugno 2026.
A blindare ulteriormente il valore dell’asta c’è l’accordo di filiera con la cooperativa “Uve Unite”: un patto di conferimento pluriennale (6 anni) che garantisce l’approvvigionamento della materia prima e risponde alle direttive del Ministro Urso per la tutela del territorio marchigiano.









