Coinvolge fortemente anche le Marche il tema sindacale sollevato da Confagricoltura, a tutela dei diritti di chi ha dedicato una vita all’agricoltura.
“Nel recente incontro tenuto con il presidente dell’Inps Gabriele Fava – rileva Confagricoltura Marche – il nostro presidente nazionale Massimiliano Giansanti ha posto in evidenza un tema di equità e buonsenso: è un paradosso inaccettabile che un imprenditore agricolo, dopo aver versato con orgoglio i contributi per i propri operai, finisca per percepire una pensione inferiore alla loro. Dopo una vita di sacrifici nei campi, il diritto a una vecchiaia dignitosa non è negoziabile”.

A rivendicare con forza questo principio è stato il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Pensionati Agricoltori (ANPA-Confagricoltura), Rodolfo Garbellini: “La nostra missione è lottare affinché la dignità non vada mai in pensione. Non è accettabile che quasi il 60% delle pensioni agricole sia sotto la soglia di sopravvivenza. La nostra proposta indifferibile è l’adeguamento dei trattamenti minimi a quota 750 euro mensili, la soglia vitale di dignità indicata dall’Unione europea, unita all’aggancio all’indice europeo IPCA per frenare la perdita del potere d’acquisto dei nostri anziani”.
Insomma, per un settore che deve guardare necessariamente al futuro, stimolando le nuove generazioni per costruire l’agricoltura di domani, servono radici solide e dignità. Quasi un patto generazionale, come confermato dal presidente dei Giovani di Confagricoltura (ANGA), Giovanni Gioia. “Spesso si dice che noi giovani siamo il futuro e che i pensionati rappresentano la storia. Ma la verità è che siamo tutti, ugualmente, il presente. L’agricoltura è come un albero: noi siamo i germogli, che però non possono esistere senza le radici, il fusto e la chioma rappresentati da chi ci ha preceduto. E allo stesso tempo, le radici si inaridiscono senza nuova linfa. Per questo chiediamo agli imprenditori agricoli in pensione di non essere semplici spettatori, ma di continuare a essere una parte attiva e vitale della nostra organizzazione e della società”.
Una agricoltura del futuro profondamente innovativa, dunque, sostenibile e sempre più centrale nelle strategie del Paese. D’altra parte gli agricoltori oggi non sono più soltanto quelli che producono frutta, ortaggi, grano o zootecnia, ma sono diventati produttori di energia e servizi ecosistemici, custodi dell’ambiente e protagonisti dell’agriturismo e del territorio. Un nuovo cruciale ruolo dell’agricoltura, dove Confagricoltura marche vuole continuare a recitare un ruolo da protagonista.









