L’imbarazzante appropriazione di 50 milioni di meriti altrui

Il recupero dei fondi europei per l'agricoltura da parte dei funzionari regionali trasformato in un successo dai soliti noti che tacciono su questioni spinose, filiera zootecnica in pimis
Attualità

Ha circolato, non poco, in questi giorni la notizia secondo cui Regione Marche sarebbe riuscita ad evitare di perdere oltre 50 milioni di euro di fondi europei a sostegno del settore agricolo, rimasti incagliati fra i meandri di bandi e burocrazia pubblica. Circostanza certamente positiva sulla quale, più puntuale dell’ alternarsi delle stagioni, è immediatamente giunta anche la grancassa dei soliti noti sempre pronti a prendersi i meriti (anche di altri), ma altrettanto attenti a tacere sulle questioni più spinose.

Pur avendo una posizione non sempre entusiastica nei confronti della burocrazia regionale, soprattutto in merito alla gestione dei fondi del PSR (ora CSR), solo uno sciocco non ammetterebbe (e comprenderebbe) l’impegno profuso dai funzionari regionali, che ha permesso di non incappare in un disimpegno consistente delle risorse FEASR economiche per gli anni a venire.

Ciò è stato possibile anche per il progressivo risolversi (sebbene non ancora per tutte le realtà) di problematiche di natura informatica derivanti dagli applicati AGEA che hanno a lungo impedito agli uffici di poter liquidare quanto dovuto (e voluto) alle imprese agricole. Problemi di natura tecnico-burocratica che è stata la stessa burocrazia, per una volta, a risolvere.

Il voler mettere la propria bandierina su obiettivi raggiunti da altri, o per lo meno assieme ad altri, non è comportamento nuovo. Tocca a Marche Agricole, che non ha mai fatto sconti alle inadempienze regionali, dare a Cesare quel che è di Cesare riconoscendo, ora che è capitato, i meriti ai legittimi titolari, in questo caso la Regione Marche.

Buon senso vorrebbe, infatti, che il rapporto fra istituzioni, organizzazioni e corpi intermedi debba essere sempre improntato alla lealtà ed alla collaborazione. Senza intestarsi meriti altrui, soprattutto quando il risultato sia stato ottenuto non tramite chissà quale pressione di lobby, ma grazie al buon lavoro della struttura regionale.

Circostanze come queste, però, al di là delle questioni tecniche fanno sorgere alcuni interrogativi circa l’utilità del comportamento di alcune organizzazioni di categoria. Sempre più spesso qualcuno corre il rischio di dimenticare le reali problematiche del settore agricolo (che dovrebbe rappresentare di fronte alle istituzioni senza compromessi) rincorrendo comunicati stampa facili o la visibilità a tutti i costi. Dimenticandosi, però, di metterci la faccia anche di fronte a battaglie scomode (il caso della gestione della filiera zootecnica marchigiana e del triste epilogo della principale società deputata alla commercializzazione della carne ne è esempio emblematico). Perché, se è vero che l’orgoglio di appartenenza è sempre da ammirare, questo non può mai essere a discapito della verità.

Tags: agricoltura, fondi Psr, in evidenza

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