Nella culla del Verdicchio nasce il corso di Viticoltura ed Enologia

L'Istituto Agrario "Salvati" di Monte Roberto amplia la propria offerta formativa: "Un indirizzo voluto dall'Intero territorio per il futuro della produzione del suo vino"
Attualità
di Giorgia Clementi

Nella culla del Verdicchio dei Castelli di Jesi, l’Istituto Agrario “Salvati” di Villa Salvati, a Monte Roberto, amplia la propria offerta formativa con l’attivazione del nuovo corso di Viticoltura ed Enologia, all’interno dell’indirizzo Tecnico Agrario, Agroalimentare e Agroindustria. Un percorso, come ricordato durante una conferenza stampa, che nasce per rispondere alle esigenze di un territorio a forte vocazione vitivinicola e che punta a formare tecnici qualificati, capaci di coniugare tradizione, tecnologia e sostenibilità. Il corso prenderà avvio con l’anno scolastico 2026-2027 e rappresenta una nuova opportunità per i giovani che desiderano intraprendere un percorso di studi legato al mondo agricolo e alle filiere produttive locali, offrendo sbocchi concreti sia nel mondo del lavoro sia nella prosecuzione degli studi universitari.

Un progetto richiesto dal territorio

La presentazione del nuovo indirizzo si è svolta nella storica Villa che ospita la scuola, in coincidenza con l’apertura delle iscrizioni, alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Professionale Tiziano Consoli, del sindaco di Monte Roberto Lorenzo Focante, del dirigente scolastico Alfio Albani e del vicepreside Andrea Di Sebastiano. Come spiegato, l’attivazione del corso nasce da una richiesta concreta del territorio, sostenuta dalla Provincia di Ancona, dall’Ufficio scolastico regionale, dai sindaci della Vallesina e da numerose aziende vitivinicole locali, che da tempo segnalavano la necessità di figure tecniche specializzate nel settore.

«L’istituzione dell’indirizzo in Viticoltura ed Enologia – ha spiegato l’assessore Consoli – rappresenta un investimento strategico per la Vallesina e per le oltre 11.000 aziende vitivinicole marchigiane. Qui i giovani studieranno nel cuore della produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi, un’eccellenza che garantisce importanti sbocchi occupazionali in un settore che registra tassi di inserimento superiori all’80%».

Soddisfazione anche da parte del sindaco Lorenzo Focante, che ha sottolineato come il nuovo corso valorizzi la tradizione agricola e vitivinicola locale, rafforzando il legame tra scuola e territorio e offrendo ai giovani nuove opportunità di formazione e lavoro qualificato.

Dalla gestione del vigneto alla commercializzazione del vino

Il nuovo percorso formativo punta a fornire competenze complete lungo tutta la filiera vitivinicola. Come evidenziato dal dirigente Albani e dal vicepreside Di Sebastiano, gli studenti acquisiranno conoscenze che spaziano dalla gestione sostenibile del vigneto alla vinificazione, fino alle fasi di spumantizzazione, affinamento e commercializzazione del prodotto finito, con particolare attenzione alle pratiche di agricoltura biologica e alle moderne biotecnologie per la qualità.

Un’offerta formativa pensata per rispondere alle reali esigenze del settore, capace di preparare figure professionali immediatamente spendibili nel mondo del lavoro e, al tempo stesso, di fornire solide basi per eventuali percorsi universitari.

Ecosistema didattico a cielo aperto

Il corso si inserisce nel contesto unico di Villa Salvati, polo didattico e di ricerca attivo da decenni nel campo dell’istruzione agraria. L’istituto può contare su un’azienda agraria di 42 ettari, dove convivono colture convenzionali e biologiche, erbacee e arboree, tradizionali e sperimentali, e su numerosi laboratori che permettono agli studenti di affiancare allo studio teorico un’intensa attività pratica. A servizio del nuovo indirizzo sono presenti vigneti produttivi e sperimentali, monitorati anche tramite droni, e una cantina di ultima generazione che consente attività di micro e meso vinificazione. Le attrezzature 4.0, ha spiegato il vicepreside Di Sebastiano, permettono di seguire tutte le fasi del processo produttivo, dallo stato di salute dei vigneti all’imbottigliamento, formando gli studenti direttamente sul campo.

Vigneti sperimentali e agricoltura di precisione

Particolare attenzione è infatti rivolta alla sperimentazione viticola. Il nuovo impianto viticolo ha una duplice finalità: da un lato testare varietà resistenti a oidio e peronospora (PIWI), dall’altro valutare l’influenza di differenti portinnesti sulla vigoria delle piante e sulla qualità e quantità delle uve Verdicchio. Questi vigneti rappresentano un vero e proprio campo prova a disposizione delle aziende del territorio, utile per validare aspetti agronomici, qualitativi e quantitativi delle diverse varietà, e costituiscono per gli studenti un laboratorio a cielo aperto dove apprendere metodologie di valutazione empirica e scientifica.

A supporto della gestione aziendale è presente anche una stazione meteorologica di ultima generazione, integrata con software di agricoltura digitale. I dati raccolti consentono di monitorare parametri climatici e fitosanitari, prevenire malattie, ottimizzare irrigazione e trattamenti e ridurre l’impatto ambientale delle colture, migliorando al tempo stesso l’efficienza produttiva.

Acquaponica e droni: sostenibilità e tecnologia ancelle dell’agricoltura

Quanto presentato si inserisce in una via di innovazione intrapresa dall’Istituto che ha già realizzato soluzioni riconosciute a livello internazionale. Ne è un esempio l’innovativo progetto di acquaponica, selezionato tra le buone pratiche della scuola italiana e presentato nel Padiglione Italia dell’Expo 2025 di Osaka. Un sistema a ciclo chiuso che integra acquacoltura e coltivazione idroponica, capace di ridurre drasticamente il consumo di acqua e l’utilizzo di fertilizzanti, e che rappresenta per gli studenti uno strumento didattico concreto per comprendere come tecnologia e natura possano convivere in un ecosistema produttivo efficiente e sostenibile.

Accanto all’acquaponica, un altro progetto centrale è quello legato all’utilizzo dei droni in agricoltura, strumenti sempre più diffusi anche nel settore vitivinicolo. Attraverso percorsi formativi dedicati, gli studenti imparano a utilizzare i droni per monitorare lo stato di salute delle colture, analizzare le fasi di crescita delle piante e raccogliere dati utili alla gestione del vigneto. I rilievi generati vengono poi elaborati tramite software specifici e utilizzati per guidare i macchinari agricoli nella distribuzione mirata dei trattamenti, intervenendo solo dove necessario. Una pratica che consente di ridurre gli sprechi, limitare l’impatto ambientale e migliorare l’efficienza economica delle aziende agricole.

Tags: acquaponica, enologia, in evidenza, Istituto S. Salvati, viticoltura

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