L’adesione ai piani di lotta integrata, ed il relativo contributo ad ettaro previsto dalla Regione Marche, è una questione che ormai da diversi giorni sta tenendo banco all’interno del settore. Fra chi la sponsorizza minimizzandone i costi riflessi e chi, invece, mantiene una posizione di maggiore diffidenza si corre il rischio di perdere la reale comprensione della misura. Con la SRA 01, infatti, il CSR vuole ridurre l’impatto ambientale attraverso un uso razionale di fitofarmaci e fertilizzanti, prendendo come riferimento i disciplinari redatti dall’Amap per ogni singola coltura. In cambio, all’agricoltore viene riconosciuto un contributo che può raggiungere i 200 €/ettaro (sempre laddove il budget complessivo messo a disposizione sia sufficiente, in alternativa il contributo cala in maniera proporzionale alle domande).
Un’opportunità per integrare il reddito aziendale che, però, non è assolutamente a costo zero. Aderire alla lotta integrata, infatti, non significa semplicemente ricevere un bonifico dalla Regione quanto vincolarsi ad impegni che pesano sulla gestione quotidiana dell’azienda. Quei 200 euro, in tale ottica, possono anche essere visti come una compensazione per i maggiori costi e i minori ricavi che potrebbero derivare da un disciplinare di produzione molto severo. Numerose, infatti, sono le prescrizioni (limitazioni pesanti sulle molecole utilizzabili e sulle epoche di intervento di diserbi e fitofarmaci oltre che sull’uso di concimi per apportare azoto, fosforo e potassio.) e gli adempimenti necessari.
C’è poi un aspetto ulteriore che spesso viene sottovalutato: la durata degli impegni. Sebbene il periodo di impegno previsto dalla misura sia solitamente triennale, le ripercussioni sulla rotazione delle colture e sulla struttura aziendale possono estendersi ben oltre il triennio (es. obbligo di prevedere almeno 3 colture nel quinquennio). Modificare il proprio metodo di difesa e nutrizione delle piante non è un interruttore che si accende e si spegne a comando quanto una scelta strategica che vincola la flessibilità dell’imprenditore agricolo nel lungo periodo.
Proprio per analizzare nel dettaglio la convenienza reale della misura e calarla sulle tipicità delle aziende del nostro territorio Confagricoltura Ancona organizza un seminario informativo (12 febbraio ore 9.30 presso la sede del Consorzio Agrario di Jesi) con il supporto di tecnici ed agronomi esperti della materia.
Un’opportunità non solo di approfondimento tecnico ma anche per evitare che le aziende agricole si orientino più alla “coltivazione” del semplice contributo che a quella dei propri terreni. Scelta poco strategica e lungimirante nel lungo periodo.









